Dhaka: promesse non mantenute, cristiani, indù e buddhisti in sciopero della fame

La protesta pubblica di 500 rappresentanti delle minoranze religiose contro l'Awami League a quattro mesi dalle elezioni. Gli impegni presi nel 2018 per i loro diritti non sono stati trasformati in legge dal governo e anche per questo in molti continuano a lasciare il Paese. Il cattolico Nirmol Rozario: "Difendiamo la nostra esistenza".

di Sumon Corraya

Dhaka (AsiaNews) – Il Bangladesh Hindu Buddhist Christian Unity Council (BHBCU), organizzazione interreligiosa per i diritti delle minoranze, ha iniziato oggi uno sciopero della fame collettivo di 48 ore presso il Central Shaheed Minar di Dhaka. La protesta - che proseguirà fino alla mattina del 24 settembre mattina e vede la partecipazione di oltre 500 indù, cristiani e buddhisti - vuole mettere ancora una volta in risalto il problema della mancanza di garanzie per le minoranze nel Paese.

“Prima delle elezioni generali del 2018, la Awami League aveva assunto degli impegni nel suo manifesto elettorale. Mancano quattro mesi alle elezioni generali, ma ancora non li hanno rispettati”, spiega il cattolico Nirmol Rozario, uno dei presidenti del BHBCU. Queste promesse includevano l'attuazione della legge sulla proprietà acquisita e la restituzione delle ricchezze ai proprietari, la formazione di una commissione nazionale per le minoranze e la promulgazione di una legge speciale per la sicurezza delle minoranze, il ripristino del sistema delle quote che finora non è stato rispettato.

“Partecipiamo a questo sciopero della fame collettivo per difendere la nostra esistenza in questo Paese”, aggiunge Rozario. “Abbiamo già fatto tante altre manifestazioni, ma il governo non ci ascolta. Ormai siamo sconsolati”.

In un Paese di 173 milioni di abitanti dove il 90% della popolazione è musulmano, gli indù sono l'8,5%, i cristiani lo 0,4% mentre il resto della popolazione appartiene ad altri gruppi religiosi. Le minoranze si trovano spesso a subire attacchi di chi vuole accaparrarsi di terre e proprietà e di fronte a queste forme di persecuzione molti lasciano il Paese per motivi di sicurezza. Per questo la consistenza numerica dei gruppi di minoranza sta diminuendo.

Il segretario unitario della BHBCU, l’avvocato Prashanta B, Barua, ha dichiarato che se il governo rispettasse le promesse porterebbe grande benessere alle minoranze religiose e alle popolazioni tribali del Bangladesh. Ha anche stigmatizzato il fatto che i 22 parlamentari che rappresentano le minoranze nel Parlamento nazionale non alzino a sufficienza la voce su questi problemi.

“È in corso l'ultima sessione parlamentare – ha aggiunto Rana Dashgupta, segretario generale della BHBCU -. Speriamo che questo governo annunci o prenda l'iniziativa di rispettare i suoi impegni elettorali almeno in questo periodo”.

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