Il 2 luglio in tutte le chiese dell'India preghiera e solidarietà al Manipur

Giornata indetta dal presidente della Conferenza episcopale mons. Thazhath per invocare da Dio il dono della pace e sensibilizzare l'opinione pubblica sulle violenze tra Meitei e Kuki nello Stato nord-orientale. L'arcivescovo di Imphal mons. Lumon: "Lavoriamo per riaprire il dialogo tra le due comunità, ma la situazione resta bloccata. Solo la preghiera ci può aiutare". Già oggi a Mumbai un'iniziativa del card. Gracias.

di Nirmala Carvalho

Mumbai (AsiaNews) – La Chiesa cattolica dell’India ha indetto per domenica 2 luglio una giornata di preghiera per la fine delle violenze in corso nello Stato del Manipur che dall’inizio di maggio hanno già provocato oltre 100 morti e decine di migliaia di sfollati tra le popolazioni dei Meitei e dei Kuki. Ad annunciarlo è stato ieri con un messaggio l’arcivescovo di Trichur, Andrews Thazhath, che è il presidente della Cbci. Il presule invita già in questa domenica i vescovi e i sacerdoti ad annunciare questa iniziativa comune. L’invito è a vivere “questo giorno in maniera significativa in tutto il Paese”.

Tra i gesti suggeriti l'aggiunta di intenzioni speciali per la pace e l'armonia alle preghiere dei fedeli e l'organizzazione di un'ora di adorazione in tutte le parrocchie per intercedere per la popolazione del Manipur. La Conferenza episcopale auspica inoltre l’organizzazione di fiaccolate o manifestazioni per la pace che contribuiscano a diffondere la consapevolezza sulla situazione nel Manipur. L'arcivescovo invita i cattolici indiani a incoraggiare le associazioni, i movimenti e le ong affinché trasmettano la loro seria preoccupazione ai funzionari del governo federale, "in particolare per l'allarmante disinteresse in quella regione rispetto ai principi sanciti dalla Costituzione". Mons. Thazhath invita infine i cattolici ad "accogliere generosamente" le persone provenienti dal Manipur e a fornire strutture scolastiche e di accoglienza agli studenti immigrati.  

A Mumbai il card. Oswald Gracias già oggi ha fatto proprio questo invito pregando per le popolazioni del Manipur nella festa di san Giovanni Battista. Insieme a tutti i membri della Curia ha iniziato la giornata chiedendo l’intercessione di Dio per le tante persone che soffrono. Citando l’ultimo rapporto diffuso dall’arcidiocesi di Imphal ha ricordato come nel Manipur oggi vi siano “paura, incertezza e un senso generale di disperazione" con più di 50mila persone rimaste senza casa a causa della violenza.

Commentando dal Manipur ad AsiaNews queste iniziative di solidarietà l’arcivescovo di Imphal Dominic Lumon ha raccontato: “In città la situazione in questo momento è calma, le cose si stanno sistemando, ma nelle periferie, dove finisce la valle e iniziano le colline, nei luoghi dove entrambe le comunità vivono insieme, la situazione continua ad essere molto tesa. Si sentono tuttora degli spari. Purtroppo nonostante gli incontri interreligiosi la posizione di entrambi i gruppi è molto rigida: al momento non si intravedono soluzioni. Solo le preghiere possono aiutare. Lunedì riuniremo ancora il Forum interreligioso del Manipur: ci stiamo riunendo regolarmente ogni 4-5 giorni cercando di pianificare strategie su come riavviare il dialogo”.

Mons. Lumon esprime anche la sua gratitudine al card. Gracias: “Fin dai primi giorni ci ha espresso la sua solidarietà – racconta -. È conosciuto come un costruttore di ponti, ed è una continua fonte di incoraggiamento per me. Lo ringrazio per la vicinanza nei nostri confronti e la sua angoscia per la nostra sicurezza. Che Dio ci benedica con la pace".

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