Il Manipur rivota dopo le violenze, ma i Kuki boicottano le urne

Nello Stato scosso da ormai un anno dal conflitto etnico anche il voto per il parlamento federale è diventato occasione di scontro con assalti e accuse di brogli contro il governo locale guidato dal Bjp. Riapertura straordinaria delle urne oggi in 11 seggi. Nelle aree abitate dai tribali molte sezioni elettorali sono rimaste completamente deserte per protesta.

di Nirmala Carvalho

Imphal (AsiaNews) - Nello Stato del Manipurnuove gravi tensioni stanno accompagnando anche le elezioni generali indiane. Violenze verificatesi già venerdì 19 - il giorno del primo dei sette turni elettorali, che riguardava anche questo Stato - hanno portato oggi alla riapertura straordinaria delle operazioni di voto in 11 seggi nella circoscrizione dell’Inner Manipur, che comprende anche il capoluogo Imphal.

Il voto sta avvenendo in mezzo a pesanti misure di sicurezza, dopo che venerdì erano stati segnalati episodi di spari, intimidazioni, distruzione di macchinette per il voto in alcune cabine elettorali. Il Congress Party aveva chiesto di rivotare in tutto lo Stato sostenendo che le elezioni siano state truccate.

In Manipur, la comunità Kuki-Zo-Hmar ha boicottato le elezioni, poiché sia il governo dell'Unione sia quello locale - anch’esso guidato dai nazionalisti indù del Bjp - non sono riusciti a trovare soluzioni alle violenze etniche in corso ormai da un anno.

I 24 seggi elettorali designati come "seggi speciali" per gli elettori sfollati, i tre “seggi modello” (quelli predisposti in India per facilitare il voto di anziani e disabili) e la maggior parte dei 77 seggi elettorali gestiti esclusivamente da donne hanno registrato una "affluenza zero" fino alla fine delle votazioni. La comunità Kuki-Zo costituisce un'ampia fetta della popolazione nella maggior parte dei seggi elettorali delle tre circoscrizioni di Saikul, Kangpokpi e Saitu, mentre in alcuni seggi sono presenti elettori Naga e Nepalesi.

I seggi vuoti riecheggiano la forte insoddisfazione della comunità Kuki-Zo nei confronti del governo. Il Comitato per l'unità tribale (COTU) del distretto di Kangpokpi - che ha visto due giorni anche l’uccisione di altri due volontari Kuki, presumibilmente da parte di un gruppo armato proveniente dalla valle - ha dichiarato che l'intera comunità si sta astenendo dal voto.

Anche l'Assemblea nazionale Kuki (KNA) ha condannato l'uccisione di due "volontari della difesa del villaggio" nel distretto di Kangpokpi, e ha fatto appello alle tribù Kuki-Zo a non votare alle elezioni per protestare contro quelle che ha definito atrocità contro le tribù. “Se infliggerci sofferenze è considerato un diritto in India, allora scegliamo di non partecipare alle elezioni del Parlamento indiano”, ha dichiarato il KNA in un comunicato firmato dal suo portavoce Mangboi Haokip.

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