Manipur: 219 morti e miliardi di danni il bilancio ufficiale di 10 mesi di violenze

Davanti all'Assemblea legislativa locale la governatrice Anusuiya Uikey ha illustrato il grave bilancio degli scontri tra i meitei e i kuki. Già 10mila le persone denunciate alla polizia per gli scontri, versato un indennizzo alle famiglie delle vittime. Mons. Lumon: "Gesto importante ma la situazione resta difficile". Nessuna certezza sui risarcimenti per le chiese e le attività distrutte.

di Nirmala Carvalho

Imphal (AsiaNews) – Da maggio a oggi sono morte 219 per le violenze nello Stato indiano del Manipur. E i disordini hanno causato anche una perdita di entrate per l’erario di 8 miliardi di rupie indiane (pari a circa 90 milioni di euro). È il bilancio tracciato dalla governatrice del Manipur, Anusuiya Uikey, intervenuta il 28 febbraio alla seduta inaugurale della sessione dell’Aassemblea legislativa dello Stato che dal maggio scorso è in ginocchio per gli scontri tra gruppi etnici.

“È un peccato che 219 persone abbiano perso la vita – ha commentato la governatrice -. Le famiglie che hanno perso i propri cari stanno ricevendo ciascuna un indennizzo di  1 milione di rupie (circa 11mila euro), previa verifica. I corpi delle vittime sono stati consegnati alle loro famiglie e sono stati celebrati i riti funebri”.

Uikey ha detto anche alla Camera che per mantenere l'ordine pubblico sono state dispiegate nello Stato 198 compagnie di polizia armata centrale (CAPF) e 140 colonne dell'esercito. Ha parlato di un censimento effettuato sulle armi sottratte durante i saccheggi dei depositi governativi, riferendo che attraverso operazioni di sequestro l’esercito le starebbe progressivamente recuperando.

Uikey ha dichiarato che complessivamente 187.143 persone dal maggio dello scorso anno sono state fermate in Manipur e poi rilasciate dopo le procedure giudiziarie. Ad oggi, sono state presentate circa 10mila denunce in relazione alle violenze etniche. “Per un'indagine trasparente e indipendente, il governo ha trasferito 29 casi al Central Bureau of Investigation (CBI) e uno alla National Investigation Agency (NIA). È in corso la procedura per trasferire altri 4 casi al CBI e altri 5 alla NIA”, ha aggiunto la governatrice.

Quanto all’assistenza agli sfollati sono state distribuite per tre volte 1000 rupie (circa 11 euro) a ogni persona per soddisfare le esigenze di vestiario e di altro tipo. Fino ad oggi, il governo statale ha speso 2 miliardi di rupie (oltre 22 milioni di euro) per le operazioni di soccorso e spera che il ministero degli Interni del governo federale rimborsi la somma allo Stato, in difficoltà a fare fronte a questo intervento.

L'arcivescovo emerito di Imphal, mons. Dominic Lumon, commenta queste parole ad AsiaNews, ha detto: “Il governo sta facendo del suo meglio per riportare la situazione alla normalità, quindi il fatto che nel primo giorno di seduta dell'Assemblea del Manipur, il capo del governo locale abbia affrontato la questione è stata una cosa gradita. Tuttavia, la società stessa è divisa, il dissenso interno e le contrapposizioni sono ancora presenti. La situazione resta molto difficile”.

Altre fonti locali hanno dichiarato ad AsiaNews che la cifra di 219 morti fornita è quella ufficiale, ma non comprende tutte le vittime reali. Inoltre il governo si mostra preoccupato per la perdita delle entrate ma non è stata fatta alcuna valutazione dei danni, della distruzione delle case, delle chiese, della perdita di mezzi di sussistenza. “Nonostante i ripetuti appelli, su questo non è stata offerta alcuna garanzia dalle istituzioni...”.

 

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