Rajasthan e Madhya Pradesh: cristiani ancora nel mirino

Una comunità evangelica che pregava in una casa privata malmenata e sottoposta a fermi dopo che gli estremisti indù li avevano accusati di "conversioni forzate". Nel distretto di Jabalpur un'indagine sui prezzi dei libri gonfiati da un editore manda in carcere solo i dirigenti delle più rinomate scuole cristiane, tra cui un vescovo protestante e un sacerdote cattolico.

di Nirmala Carvalho

Jaipur (AsiaNews) – Ancora comunità e scuole cristiane prese di mira da azioni giudiziarie istigate dai fondamentalisti indù. Il 5 luglio a Bharatpur, nello Stato del Rajasthan, oltre 20 persone che stavano partecipando in una casa privata a un incontro di preghiera promosso da una comunità evangelica sono state arrestate con l'accusa di conversioni forzate. Alcuni membri della comunità, tra cui alcune donne, sono stati anche aggrediti da una folla di sostenitori dell'Hindutva (l’ideologia dei nazionalisti indù) guidata da Rajesh Singhal, un leader locale del Vishwa Hindu Parishad (VHP). I fanatici hanno lanciato al gruppo l’accusa di praticare conversioni forzate.

Dopo aver ricevuto informazioni sui disordini e sulle conversioni religiose, una squadra della polizia di Mathuragate ha raggiunto il luogo e ha arrestato 28 persone, tra cui 20 donne. Il vice sovrintendente della polizia locale ha dichiarato che sono in corso le indagini e che le persone sono state “trattenute per essere interrogate”.

Nel frattempo al parlamento federale di Delhi un deputato cristiano - Jose K Mani - ha sollevato davanti al ministro per la tutela delle minoranze ha sollevato il caso di un vescovo protestante e dei presidi e dirigenti di cinque scuole cristiane tra cui un sacerdote cattolico che dal 27 maggio si trovano in carcere nello Stato del Madhya Pradesh perché accusati di aver fatto pagare “spese esorbitanti” per gli studenti delle loro scuole. L’area è sempre quella di Jabalpur dove l’anno scorso anche il vescovo mons. Gerald Almeida era finito nel mirino di una durissima campagna lanciata contro le scuole promosse dai cristiani dalla Commissione per la protezione dei diritti dell’infanzia (controllata dai nazionalisti indù). Il vescovo protestante arrestato è il rev. Ajay Umesh Kumar James della Chiesa dell'India del Nord (CNI), mentre il sacerdote è p. Abraham Thazhathedathu, proprio delle diocesi di Jabalpur. Tra le 22 persone in carcere ci sono anche una direttrice e altro personale di due scuole cattoliche locali.

L’accusa è di essere stati conniventi con un editore che avrebbe applicato prezzi esorbitanti per i libri. L'azione della polizia è stata limitata, però, a sole 11 scuole, sette delle quali rinomate e gestite da cristiani. Nel distretto le scuole private registrate sono 1.037.

“La nostra gente è stata arrestata e imprigionata come criminali incalliti”, ha lamentato p. Davis George, vicario generale di Jabalpur, interpellato dal sito cattolico MattersIndia. “Anche se ci fossero state differenze nelle tariffe o errori nel registro dei conti, il funzionario interessato avrebbe dovuto notificarci un avviso e chiedere spiegazioni invece di metterli in prigione. Questo tipo di azione è una presa in giro della democrazia. Abbiamo già presentato domanda di libertà provvisoria per i nostri collaboratori all'Alta Corte, ma l'udienza sta subendo ritardi”. I cristiani sono meno dell'1% dei 72 milioni di abitanti del Madhya Pradesh, Stato a stragrande maggioranza indù.

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