Lahore: pagine del Corano in strada, genitori cristiani arrestati per blasfemia

Nonostante lo sdegno per i fatti di Jaranwala non si fermano in Pakistan i casi di abusi della legge che punisce l'oltraggio al libro sacro dell'islam: un sospetto sui loro figli ha portato dritti in carcere i coniugi Shaukat e Kiran Masih in un clima di fortissima tensione. Mentre a Tandlianwala, un'altra località del distretto di Faisalabad, i cristiani sono stati costretti a fuggire di notte dalle loro case perché minacciati dagli estremisti islamici.

di Shafique Khokhar

Lahore (AsiaNews) - Nonostante l’eco internazionale sollevata appena qualche settimana fa dagli attacchi alle chiese e alle case dei cristiani di Jaranwala, in Pakistan non si ferma l’abuso della legge sulla blasfemia per colpire i cristiani. Tra i nuovi casi che continuano ad aggiungersi uno particolarmente increscioso è avvenuto negli ultimi giorni a Lahore, con due genitori cristiani arrestati per il ritrovamento su una terrazza di alcune pagine strappate del Corano.

L’episodio è avvenuto l’8 settembre nella Chaudhry Colony: un passante musulmano, Muhammad Tamoor,  avrebbe notato diverse pagine del libro sacro dell’islam cadere dal tetto di una casa. Ha bussato all’abitazione e ha insistito per entrare nell’appartamento dove insieme Shaukat e Kiran Masih vivono le figlie Sundas e Ruby e il figlio Sabir. In uno zainetto rosa nascosta dietro il serbatoio dell’acqua ha trovato altre pagine del Corano e tanto è bastato per convincerlo a chiamare immediatamente la polizia e far scattare la denuncia ai sensi del famigerato articolo 295-B del Codice penale, la cosiddetta legge antiblasfemia. I due genitori sono stati immediatamente arrestati ritenendoli responsabili di un’azione presumibilmente compiuta da qualcuno dei figli. La legge prevede, infatti, pene severe, tra cui l'ergastolo, per qualsiasi atto intenzionale che profani, danneggi, dissacri o utilizzi una copia del Sacro Corano o suoi estratti in modo dispregiativo o per qualsiasi scopo illegale. Nella zona è subito aumentata la tensione, con manifestazioni intimidatorie da parte di gruppi islamisti che hanno aggravato la preoccupazione.

Un altro episodio inquietante era avvenuto poche ore a Tandlianwala, che si trova nel distretto di Faisalabad, lo stesso degli attacchi alle case e alle chiese di Jaranwala. Anche lì sono state diffuse minacce di un’azione imminente da parte di estremisti musulmani in seguito a un presunto caso si blasfemia. Così la notte del 6 settembre la comunità cristiana locale ha abbandondato le proprie case in cerca di protezione. Una situazione che si aggiunge a quella di Sargodha in Punjab, dove negli ultimi tre mesi sono state addirittura 5 le denunce di blasfemia presentate contro i cristiani, in una campagna fomentata dal partito estremista musulmano Tehreek-e-Labbaik Pakistan, che organizza proteste per chiedere l’arresto delle persone accusate.

“Il dilagante abuso delle leggi sulla blasfemia, unito all'aumento della violenza contro i cristiani - commenta Joseph Jansen, presidente di Voice for Justice - richiede un'azione e un intervento immediati per garantire i diritti, la sicurezza e l’incolumità di tutti i cittadini, indipendentemente dal loro credo religioso. Tutto questo solleva gravi preoccupazioni per la sicurezza delle minoranze religiose che si trovano sempre più spesso ad affrontare accuse infondate”.

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