Stuprata perché cristiana una bambina di 7 anni

Da inizio anno ad aprile di quest’anno in Pakistan - secondo gli attivisti per i diritti umani - sono stati registrati più di 10mila casi di violenza sulle donne, soprattutto verso le appartenenti a minoranze religiose o etniche. Tra gli ultimi casi uno agghiacciante ha avuto per protagonista una bambina nel distretto di Sahiwal.

di Shafique Khokhar

Lahore (AsiaNews) – A inizio luglio Javeria, una bambina di sette anni, è stata violentata nel villaggio rurale del distretto di Sahiwal. È il caso recente più agghiacciante di un fenomeno che, secondo gli attivisti dei diritti in Pakistan, è tremendamente diffuso: superano la decina di migliaia nel Paese le violenze contro le donne, che colpiscono principalmente le minoranze etniche e religiose. Javeria, la cui famiglia è cristiana, era andata a fare delle commissioni in un negozio del paese. Quando non è tornata, suo padre, Javed Masih, si è messo a cercarla, trovandola in un edificio abbandonato mentre un uomo la stava violentando. Javeria è stata ricoverata alcuni giorni all'ospedale distrettuale di Sahiwal. La polizia ha arrestato l’uomo sorpreso durante la violenza sulla minore.

Voice for Justice - una realtà pakistana nata per fornire assistenza legale a chi non può permetterselo - ha preso in carico il caso della piccola Javeria, la cui famiglia è indigente. Il presidente e fondatore Joseph Jansen, sottolinea “che le ragazze appartenenti a minoranze religiose come Javeria sono specificamente prese di mira perché hanno meno probabilità di ricevere aiuto dalla polizia e dai funzionari giudiziari nella ricerca di giustizia. Spesso in questi casi i colpevoli non vengo perseguiti - aggiunge - e gli agenti tendono a schierarsi con le persone della religione maggioritaria, ovvero quella islamica”.

La cultura dell'impunità in Pakistan incoraggia i colpevoli a commettere violenze e stupri. Anche per questo l'attivista per i diritti delle donne Farhat Rasheed ricorda: “Abbiamo una necessità ed è quantomai urgente: il governo deve far rispettare queste leggi e punire i colpevoli secondo le norme e i codici. Ma assistiamo a legami stretti tra chi si sente libero di violare la legge e commettere questo tipo di violenze e chi governa”.

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