Contro Jimmy Lai un teste che si sospetta sia stato vittima di tortura

La denuncia all'Onu del team internazionale di avvocati che sta seguendo il processo all'editore dell'Apple Daily. L'accusa vuole portare alla sbarra Andy Li, attivista pro-democrazia arrestato mentre su una barca tentava di raggiungere Taiwan. Processato nella Cina continentale per espatrio illegale, da quando è tornato a Hong Kong è recluso in un ospedale psichiatrico. Ma dovrebbe ugualmente deporre contro Lai prima di finire lui stesso a giudizio ai sensi della Legge sulla sicurezza nazionale.

AsiaNews (Hong Kong/Agenzie) - Sottoposto a tortura in un centro di detenzione nella Cina continentale. E ora portato alla sbarra per testimoniare contro Jimmy Lai. È l’accusa che il team legale internazionale che sostiene la difesa dell’imprenditore pro-democrazia in carcere a Hong Kong da più di tre anni e oggi a processo per attentato alla sicurezza nazionale, ha presentato in un appello urgente alla Relattrice speciale delle Nazioni Unite sulla tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti, Alice Jill Edwards.

L'appello esprime gravi preoccupazioni per il trattamento riservato ad Andy Li, un testimone chiave dell'accusa nel processo in corso a Jimmy Lai, e le sue implicazioni per il processo. Stanno infatti emergendo prove credibili che Andy Li sia stato torturato in carcere in Cina prima di confessare di aver presumibilmente cospirato con Jimmy Lai per colludere con entità straniere al fine di mettere in pericolo la sicurezza nazionale.

Andy Li a Hong Kong era un attivista a favore della democrazia prima dell'imposizione della Legge sulla sicurezza nazionale. Nell'agosto 2020 insieme ad altre undici persone fu arrestato mentre stavano cercando di raggiungere Taiwan a bordo di una barca. Portati nella Cina continentale sono stati condannati a pene fino a tre anni per aver attraversato illegalmente il confine. Andy Li è stato rimpatriato a Hong Kong nel marzo 2021, dove è stato incriminato anche ai sensi della Legge sulla sicurezza nazionale in seguito alla sua dichiarazione di colpevolezza. La sentenza contro di lui sarà pronunciata dopo che avrà testimoniato contro Jimmy Lai e dopo la conclusione del processo di quest'ultimo.

Nel dicembre 2023 il Washington Post ha pubblicato i risultati di un’indagine durata un anno, in cui si concludeva che Andy Li e gli altri erano stati maltrattati durante la detenzione cinese. Sebbene il rapporto sostenga che la maggior parte dei dodici non abbia subito abusi fisici, riferisce che "sette persone che hanno familiarità con le condizioni del centro hanno dichiarato di aver sentito ‘costantemente’ delle urla” provenire dalla cella di Li.

Da quando nel marzo 2021 è tornato dalla prigione nella Cina continentale, Andy Li non è stato rinchiuso in carcere ma in una struttura psichiatrica di sicurezza a Hong Kong. Un fatto che - evidentemente - solleva ulteriori gravi preoccupazioni sulle sue condizioni.

Nonostante tutto questo, la Procura ha annunciato che Andy Li sarà un testimone chiave dell'accusa nel processo a Jimmy Lai e verrà presto nelle prossime settimane chiamato a deporre per l'accusa.

Commentando l'odierno appello urgente delle Nazioni Unite, Caoilfhionn Gallagher KC, che guida il team legale internazionale per Jimmy Lai, ha dichiarato: “Il diritto internazionale proibisce di affidarsi a prove ottenute con la tortura, trattamenti inumani o degradanti. Tali dichiarazioni sono involontarie, intrinsecamente inaffidabili, violano il diritto a un processo equo e il loro utilizzo legittima indirettamente la tortura infangando il sistema giudiziario”. Di qui la richiesta all’organismo dell’Onu di adoperarsi perché questa testimonianza sia scartata, non potendo essere considerata attendibile.

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