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Hong Kong legge sicurezza

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  • A Hong Kong una condanna prevista ma non meno scandalosa

    Il commento del direttore editoriale di AsiaNews alla sentenza contro Chow Hang-tung e Lee Cheuk-yan: "Si tende a ritenere perduta la causa della libertà a Hong Kong. Ma noi non comprendiamo come il prezzo da pagare per l’integrazione con la Cina, sia l’imprigionamento dei leader democratici e l'azzeramento del pluralismo delle idee".

  • Bangkok ferma l’attivista hongkonghese Zhang Xinyan. Rischia il carcere in Cina

    La donna è trattenuta in un centro per “problemi” relativi al visto. L’ufficio dell'Unhcr nella capitale thai le aveva concesso lo status di persona bisognosa di tutela. Dalle autorità dell’ex governatorato l’accusa di “sovversione” in base alla Legge sulla sicurezza nazionale. La sua “colpa” è di aver sostenuto il gruppo “Parlamento di Hong Kong” formato da esiliati.

  • ‘Chiese un bombardamento nucleare’. La menzogna (con la condanna) su Jimmy Lai

    In tutti i racconti dei media ufficiali di Pechino sulla sentenza a 20 anni di carcere pronunciata il 9 febbraio per l’imprenditore di Hong Kong viene volontariamente travisata un’intervista pubblica del 2019. Per giustificare la pena durissima con parole che il fondatore dell’Apple Daily non ha mai detto. Tacendo invece quanto quel giorno disse sul legame tra la sua fede cristiana e la battaglia per la libertà e la giustizia.

  • Jimmy Lai condannato a 20 anni. P. Mella: ‘Ma la gente di Hong Kong è con lui’

    Dopo cinque anni la quantificazione della pena ha chiuso il processo simbolo intentato in base alla Legge sulla sicurezza nazionale. Il fondatore dell’Apple Daily alla sbarra per cospirazione e sedizione. Il governatore Lee plaude per una sentenza “severa” che è di “sollievo per tutti”. In aula, con la moglie, anche il card. Zen. Condanne anche per altri otto imputati. Ora l'attenzione si sposta sul processo a Chow Hang-tung, Lee Cheuk-yan e Albert Ho.

  • Jimmi Lai condannato per 'collusioni con forze straniere' e 'sedizione'

    Dopo cinque anni di carcerazione e un processo a senso unico trascinato per 156 udienze è arrivata oggi la sentenza "esemplare" per l'imprenditore cattolico, editore del quotidiano pro-democrazia Apple Daily. Manca ancora la pena, ma i due reati riconosciuti comportano l'ergastolo. A 78 anni trascorrerà in cella il suo quinto Natale consecutivo. Esulta il capo dell'amministrazione John Lee. L'Associazione internazionale della stampa: "Repressa informazione indipendente".

  • 'Dopo il processo farsa, due mesi senza sentenza: libertà per mio padre Jimmy Lai'

    Il figlio Sebastien parla ad AsiaNews del Calvario dell'imprenditore cattolico oggi 78enne che si è battuto per la democrazia a Hong Kong e per questo si trova in carcere dal 2020. "Temiamo per la sua vita: troppi detenuti anziani diabetici sono già morti dietro le sbarre. Resta in isolamento: gli è impedito persino di andare a Messa. Trump ha detto che ne parlerà con Xi Jinping: speriamo ottenga la sua liberazione. L'incontro con Leone XIV ha dato a mia madre tanta forza".

  • Jimmy Lai alla sbarra con monitoraggio al cuore per la fase finale del processo

    Cresce la preoccupazione internazionale per le condizioni di salute dell'imprenditore 77enne simbolo del movimento pro-democrazia a Hong Kong, in carcere da quasi 1700 giorni ai sensi della Legge sulla sicurezza nazionale. Iniziata la requisitoria dell'accusa in un processo che si trascina dal dicembre 2023 e in cui rischia l'ergastolo. Atteso per ottobre il verdetto affidato a tre giudici scelti appositamente dal fronte pro-Pechino.

  • Hong Kong ora vuole una stretta anche sulle visite ai detenuti

    Col pretesto della sicurezza, i responsabili hanno presentato ai legislatori una nuova legge che punta a inasprire le regole per gli incontri con medici, avvocati e guide religiose. Per i promotori vi sarebbero state in passato violazioni e abusi collegati alle visite in cella. Secondo le autorità i diritti umani e civili, anche dei detenuti, dovrebbero essere “limitati” se necessario per “mantenere la sicurezza nazionale, la disciplina e l'ordine”.

  • Cinque anni di 'sicurezza nazionale' a Hong Kong: 332 arresti e processi a rilento

    Nell'anniversario del passaggio dell'ex colonia britannica alla Repubblica popolare l’Hong Kong Democracy Council traccia il bilancio della repressione. Dei 161 condannati 102 stanno ancora scontando pene in carcere. Il 14 agosto dovrebbe entrare nella fase finale il processo a Jimmy Lai. Intanto - complici i tagli dell'amministrazione Trump - chiude anche il canale in cantonese di Radio Free Asia, riducendo ulteriormente gli spazi di informazione libera su Hong Kong.

  • Chiude anche China Labour, la voce delle proteste operaie in Cina

    A Hong Kong costretta a interrompere le attività anche l'ong che rilanciava le notizie sulle proteste spontanee dei lavoratori e gli incidenti sul lavoro nella Cina continentale. A farla nascere nel 1994 era stato l'attivista Han Dongfang, che a piazza Tiananmen nel 1989 aveva provato a dare vita a un sindacato indipendente. Poche ore dopo l'annuncio già disattivato il sito internet. Sono ormai 60 i gruppi della socità civile che si sono sciolti dal 2020.

  • Pechino vara a Hong Kong la corte degli arbitrati della 'pax cinese'

    Una trentina di Paesi hanno firmato nella metropoli "normalizzata" dalla Cina un documento che istituisce l'IOMed, un nuovo organismo internazionale voluto dalla Cina per le mediazioni dei conflitti. Simbolo di un multilateralismo su misura di Pechino, che ignora le sentenze delle Corti Onu a suo sfavore. Torna alla mente il monito dal carcere dell'avvocatessa Chow Hang-tung, sugli effetti ben oltre Hong Kong dello svuotamento di parole come diritti, democrazia e pace.

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