Interrogatorio alla famiglia di Nathan Law: anche inviare cibo è attentato a sicurezza di Hong Kong

Dopo il mandato di cattura e le taglie continua l'escalation del governo pro-Pechino contro gli 8 attivisti pro-democrazia rifugiatisi all'estero. I genitori e il fratello del giovane leader del movimento degli ombrelli prelevati all'alba con gli stessi metodi utilizzati in Cina contro i dissidenti. Nel mirino i "tea party nel Regno Unito che incoraggiano a condannare e sanzionare la Cina".

Hong Kong (AsiaNews) - La polizia di di Hong Kong ha prelevato questa mattina per un interrogatorio i genitori e il fratello di Nathan Law, ex membro del Consiglio legislativo espatriato in Gran Bretagna dopo l’approvazione tre anni fa della Legge sulla sicurezza nazionale. Law – che ha 29 anni e fu tra i leader del movimento degli ombrelli del 2014 – è uno degli 8 attivisti pro-democrazia che vivono all’estero per i quali la settimana scorsa è stato emesso un mandato di arresto e una taglia da 1 milione di dollari di Hong Kong (quasi 118mila euro).

Il sito del Sing Tao - un quotidiano di Hong Kong - riferisce che la polizia si è recata in due appartamenti di Tung Chung intorno alle 6 i questa mattina. I genitori e il fratello di Law sono stati interrogati in una stazione e poi rilasciati. Nell'agosto 2020, un mese dopo aver lasciato Hong Kong, Law ha pubblicato una dichiarazione in cui affermava di aver interrotto i legami con la sua famiglia, aggiungendo di non aver più legami con loro. Una precauzione per proteggerli che si sta rivelando vana: l’azione di oggi ricalca quelle compiute nei confronti delle famiglie dei dissidenti nella Cina continentale.

L’intimidazione di questa mattina è solo l’ultimo passo dell’escalation di questi giorni contro gli esponenti pro-democrazia che hanno lasciato Hong Kong e dall’estero continuano a tenere i riflettori accesi sulla repressione in atto. La scorsa settimana cinque persone legate a Demosisto - il defunto partito politico fondato nel 2016 da Nathan Law insieme agli altri giovani attivisti Joshua Wong e Agnes Chow e disciolto nel giorno in cui è entrata in vigore la Legge sulla sicurezza nazionale – erano stati arrestati con l’accusa di “collusione con forze straniere”. Nello specifico nel mirino è l’attività del cosiddetto “circolo economico giallo”, che secondo la polizia attraverso un'app promuoveva imprese di Hong Kong a favore della democrazia e contribuiva a sostenere economicamente Nathan Law.

Domenica in un’intervista televisiva Regina Ip - parlamentare di stretta osservanza pro-Pechino, già segretaria alla Sicurezza - ha dichiarato che persino inviare denaro o cibo da Hong Kong a otto democratici ricercati all'estero equivale a “sostenere le loro attività illegali”. “Alcuni dei ricercati sono molto attivi nel Regno Unito - ha dichiarato Ip -. Organizzano tea party in aree dove vivono molti hongkonghesi. In apparenza si tratta di tea party in stile Hong Kong, ma in realtà sono progettati per fare il lavaggio del cervello e confondere i politici e incoraggiarli a condannare e sanzionare la Cina”.

Secondo dati rilasciati a febbraio, ben 144.500 persone hanno lasciato Hong Kong per il Regno Unito nei due anni in cui Londra ha lanciato un programma di emigrazione per i titolari di passaporto britannico dopo l’entrata in vigore della Legge sulla sicurezza nazionale il 1 luglio 2020.

Proprio ieri - interpellato dai giornalisti dopo l’annuncio della sua nomina e facendo riferimento all’appello a un gesto di clemenza lanciato a Pasqua per le oltre 6000 persone finite in carcere nella repressione dei movimenti pro-democrazia del 2019 - il neo-cardinale Stephen Chow, vescovo di Hong Kong, aveva espresso l’auspicio di maggiori spazi di “riconciliazione e speranze per i giovani, specialmente quelli che sono stati in carcere, in modo che abbiano un futuro”.

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