Tre anni e otto mesi a Li Qiaochu, una delle più note dissidenti cinesi

Già in carcere dal 2021 è stata condannata per "incitamento alla sovversione del potere statale". In realtà denunciava l'arresto del suo compagno Xu Zhiyong (tra gli accusatori di Xi Jinping per la gestione della pandemia) e si batteva per la difesa dei diritti dei lavoratori migranti.

di Alessandra Tamponi

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - Tre anni e otto mesi: è la pena inflitta da un tribunale dello Shandong per l’attivista cinese Li Qiaochu, incarcerata ormai dal 2021. L’accusa è di incitamento alla sovversione del potere statale. Dietro la decisione vi sono in realtà le posizioni prese da Li relativamente all’arresto del suo compagno Xu Zhiyong, anche lui attivista per i diritti umani e membro del New Citizens’ Movement, già condannato a 14 anni.

Negli anni Li ha portato avanti battaglie per la difesa dei diritti di donne e lavoratori. È nota in particolare la sua attività per la difesa dei lavoratori migranti che nel 2017, durante una grande campagna di sgombero di lavoratori a basso reddito, l’ha vista protagonista nella diffusione di informazioni con lo scopo di sostenere le comunità più colpite. Inoltre ha preso parte a diverse campagne nazionali del movimento #MeToo.

A seguito dell’arresto di Xu Zhiyong, suo compagno - che nel 2020 è stato recluso anche lui con l’accusa di sovversione per aver mosso severe critiche al presidente Xi per la cattiva gestione della pandemia - Li ha aiutato l’uomo a pubblicare comunque articoli online, condividendo pubblicamente su Twitter (ora X) dettagli sulle condizioni precarie nel quale l’attivista versava in prigione. Per il suo attivismo Li è stata arrestata il 14 marzo 2021, con l’accusa di incitamento alla sovversione.

La sua detenzione non è stata facile: le è stato impedito di vedere i suoi genitori, nonostante le numerose richieste di parenti e legali, e di consultarsi regolarmente col suo avvocato, che è stato in grado di vederla solo dopo sette mesi dall’inizio della carcerazione. Secondo quanto riportato dalla pagina web Free Li Qiaochu, la donna - alla quale era stata diagnosticata la depressione già prima dell’arresto e che necessita di ricevere una terapia a lungo termine - avrebbe ricevuto cure mediche e farmaci inadeguati che l’hanno portata a prendere peso in maniera anormale e ad avere mestruazioni irregolari e allucinazioni uditive.

Lo stato di Li solleva preoccupazioni sul trattamento delle attiviste per i diritti umani che secondo un rapporto del “Chinese Human Rights Defenders” (CHRD) sarebbero peggiorate negli ultimi dieci facendo pensare a una vera e propria violenza di genere messa in atto dal sistema giudiziario cinese. Nella giornata internazionale dei diritti umani anche la delegazione europea nel Paese ha pubblicato una dichiarazione richiedendo la scarcerazione immediata per numerosi attivisti, inclusa Li.

Oltre ai tre anni e otto mesi, la pena per Li Qiaochu prevede anche la perdita dei suoi diritti politici per due anni; tra questi diritti in Cina vi è anche il diritto a pubblicare. La sua scarcerazione è prevista per l’agosto 2024, ma la donna ha annunciato che intende presentare ricorso contro la condanna.

 

Foto: PEN America/Wikipedia

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