La ricerca di un passaggio nel Caucaso per portar greggio in Europa

L’80% del greggio kazako passa per la Russia, ma Mosca non vuole potenziarne il trasporto e mira a mantenere il controllo del mercato. Astana cerca altre vie verso l’Europa. I problemi con Baku e le offerte di Pechino e Teheran.

Astana (AsiaNews/Agenzie) – Il Kazakistan vuole esportare molto più greggio nel ricco mercato europeo. Ma Mosca non vede con favore l’aumento di concorrenza e Astana progetta allora di passare a sud per il Mar Caspio e il Caucaso, sostenuta anche dall’Occidente.

L’80% del petrolio kazako passa per la Russia, ma Astana chiede di potenziare gli oleodotti Tengiz-Novorossiysk (dagli attuali 32 a 67 milioni di tonnellate) e  Atyrau-Samara (da 16 a 20 o 30 milioni). Ma – osserva uno studio del Centre for Eastern Studies - Mosca chiede la garanzia di un flusso stabile nel tempo del greggio kazako e precisi impegni economici. Inoltre vorrebbe collegare il progetto al futuro oleodotto Burgas-Alexandroupolis attraverso Grecia e Bulgaria e consentire solo in parte (non più di 10 milioni di tonnellate) il trasporto per i suoi condotti fino ai porti del Mar Baltico, come Astana preferirebbe. Così da mantenere il controllo del trasporto del greggio kazako e da tenere a bada un concorrente.

Il Kazakistan, primo produttore ed esportatore di greggio della zona del Caspio con rispettivamente 67 e 55 milioni di tonnellate nel 2007, vuole invece produrre 130 milioni entro il 2015 e affrancarsi dalla Russia. Ora il greggio viaggia solo per il 10% per ferrovia e mare dal porto di Aktau nel Caucaso meridionale a Batumi in Georgia. E’ anche in completamento un oleodotto verso la Cina che già trasporta 5 milioni di tonnellate annue e ne porterà 20 milioni entro il 2010: Pechino vuole arrivare a 50 milioni, ma Astana ha scarso interesse a subordinarsi a un unico cliente. Tratta anche il trasporto di 15 milioni di tonnellate per ferrovia attraverso Turkmenistan e Iran fino alla città di Gorgan: l’Iran potrebbe “acquistare” il greggio kazako “pagandolo” con il proprio consegnato ad Astana sul Golfo Persico.

Astana cerca un via per il Caucaso meridionale e vorrebbe utilizzare l’oleodotto che va da Baku in Azerbaigian via Tblisi fino a Ceyhan in Turchia sul Mar Mediterraneo. Ma ha scarsa collaborazione dall’Azerbaigian che lo usa anzitutto per il suo petrolio e non vuole favorire troppo un concorrente. Ma esperti prevedono che la sua produzione presto diminuirà e Baku potrà tramutarsi da Paese produttore a via di transito del greggio kazako.

L’Europa a sua volta vuole diminuire la dipendenza energetica da Mosca e assicurarsi altre fonti e investitori esteri sono disposti a costruire le infrastrutture per il trasporto attraverso il Mar Caspio sino a Baku. Anche la statunitense Chevron tratta con Baku per favorire questa via. (PB)

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