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Armeni contro l’uso del genocidio come ‘arma’ nella guerra fra Netanyahu ed Erdogan

Nei giorni scorsi il governo israeliano ha approvato una misura per il riconoscimento formale, ora la palla passa al Parlamento per il voto finale. Critiche di Turchia e Azerbaijan. Per gli armeni è una mossa politica che si inquadra in tensioni e conflitti attuali. Kegham Balian di “Save The ArQ” parla di “insulto alla memoria” degli 1,5 milioni di assassinati dall’impero ottomano.

  • La distruzione dell’eredità armena nell’Artsakh

    Dalla cattedrale di Stepanakert al Tatik-Papik - il monumento sulla collina che simboleggia il legame indissolubile tra gli armeni e il Nagorno-Karabakh - continua la distruzione dei vandali dell'Azerbaigian che distruggono chiese, stele e altri oggetti di valore storico culturale per cancellare del tutto l'identità altrui. Senza reazioni significative da parte della comunità internazionale (e del governo di Erevan stesso).

  • Drone iraniano sull'aeroporto azero: il contesto e le reazioni

    Colpita Nakhičevan nell'enclave che dovrebbe essere nuovamente connessa a Baku con il Corridoio previsto dall'intesa fatta firmare da Trump per porre fine alla guerra con l'Armenia. Lo storico dissidio con l'Iran per la sovrapposizione dei territori e la diversa interpretazione della variante sciita dell’islam. Teheran nega responsabilità, ma Aliev si dice pronto a "difendere la propria sicurezza e integrità territoriale".

  • Baku batte persino Washington tra gli ebrei russofoni

    Un sondaggio d'opinione tra gli immigrati dall'ex Unione sovietica ha indicato l'Azerbaigian come lo Stato più vicino a Israele e Aliev al secondo posto dietro Trump tra i leader mondiali più amici. Un legame cementato da tanti fattori tra cui ragioni storiche ma anche intese commerciali di oggi sull'energia e la collaborazione militare.

  • Il tramonto di Mekhtiev, l'uomo di fiducia dei russi a Baku

    Dopo aver rappresentato le caste di potere per mezzo secolo, a 87 anni è stato accusato di voler rovesciare il regime degli Aliev. Il suo arresto è il simbolo della nuova posizione dell’Azerbaigian sull’arena internazionale, che porta a compimento la campagna bellica di riconquista del Karabakh e la ridefinizione dei rapporti con gli altri Paesi del Caucaso e del Medio Oriente

  • L’importanza del 'Corridoio di Trump' per l’Asia centrale

    I contestati 40 chilometri tra i confini azerbaigiani e l’enclave di Nakhičevan attraverso il territorio armeno hanno unìimportanza fondamentale per tutta la regione. Il Corridoio non si limiterà a riunire i territori azerbaigiani attraverso l’Armenia, ma permetterà di abbreviare significativamente tutto l’itinerario eurasiatico e del Corridoio Transcaspico, indispensabile per i trasporti che devono evitare le sanzioni contro la Russia.

  • La pace sospesa tra Armenia e Azerbaigian

    L’incontro di Washington ha sancito il ruolo di mediatore degli Usa al posto della Russia. Restano ancora molti i punti da definire, fra cui le cause internazionali reciproche fra Erevan e Baku, frontiere e prigionieri. Ma il nodo centrale è l’apertura del cosiddetto “Corridoio di Zangezur”, ribattezzato “Corridoio di Trump” e sotto il controllo americano. La sfida della Chiesa armena.

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