Parroco di Taybeh: 'Scorribande dei coloni ormai ovunque. Futuro a rischio'

Nell’ultima cittadina cristiana della Cisgiordania si fanno sempre più intense le provocazioni dei gruppi pro-occupazione israeliana. P. Bashar: atmosfera “di paura e intimidazione”. Appello della popolazione alle autorità e alle ong perché intervengano “con urgenza”. Un rapporto della parrocchia documenta gli assalti avvenuti nel mese di maggio.

di Dario Salvi

Taybeh (AsiaNews) - “Gli abitanti parlano di escalation di attacchi dei coloni negli ultimi giorni” a bordo di moto a quattro ruote (Atv) e fuoristrada, con “le pattuglie di perlustrazione che ora raggiungono [impunite] il centro, i quartieri residenziali e le strade principali”. È quanto racconta ad AsiaNews p. Bashar Fawadleh, parroco di Taybeh in Cisgiordania, cittadina di circa 1500 abitanti con tre chiese a 30 km a nord di Gerusalemme e a est di Ramallah, famoso per essere l’ultimo centro palestinese abitato per intero da cristiani. “Il 2 giugno scorso - prosegue il sacerdote - un gruppo di coloni è stato visto nella zona nord-orientale vicino alla Orthodox Housing Road, dove avrebbero bloccato le strade e interrotto i lavori di costruzione di una nuova casa. Ieri mattina, verso le 9.45, sono stati visti di nuovo a scorrazzare in diverse parti della città, compresa la via principale, raggiungendo le vicinanze di St. Chiesa di San Giorgio (Al-Khadr)”.

Queste ripetute incursioni, racconta il parroco, nel cuore della città “hanno creato un’atmosfera di paura e intimidazione, in particolare tra studenti e le famiglie, minando il senso di sicurezza della comunità”. Da qui il nuovo appello a nome di una comunità esasperata per le continue violenze, commesse in un quadro persistente di impunità, se non di aperto sostegno, da parte del governo israeliano e dei militari. “La gente di Taybeh - racconta p. Bashar - chiede alle autorità competenti e alle organizzazioni per i diritti umani di intervenire con urgenza, fermare queste attività e garantire protezione per i residenti della città”.

Situato in Cisgiordania, il villaggio di circa 1500 abitanti con tre chiese situato 30 km a nord di Gerusalemme e a est di Ramallah è famoso per essere l’ultima cittadina palestinese abitata per intero da cristiani di varie confessioni. Tra i residenti oltre 600 sono cattolici latini, mentre i restanti sono greco-ortodossi e cattolici greco-melchiti. Nei mesi scorsi la zona era stata teatro di ripetuti attacchi di coloni ebraici, con case prese d’assalto, capi di bestiame rubati e case incendiate. All’indomani di uno dei numerosi assalti il patriarca latino di Gerusalemme card. Pierbattista Pizzaballa e il primate greco-ortodosso Teofilo III hanno compiuto una visita di solidarietà congiunta nella cittadina, per portare la loro solidarietà alla popolazione. 

La lunga striscia di attacchi e violenze in atto da tempo a Taybeh da parte di coloni armati (con l’avallo di esercito e autorità) non si è fermata nemmeno a maggio, come emerge dal rapporto elaborato dalla parrocchia e inviato ad AsiaNews. Un documento, spiega p. Bashar, preparato per ambasciate, consolati e missioni diplomatiche accreditate a Gerusalemme e Ramallah, oltre a ong pro diritti umani, per dimostrare l’enorme portata di violazioni e abusi cui sono costretti quotidianamente gli abitanti cristiani della zona. Il sacerdote definisce ormai “sistematiche” le violenze e le intimidazioni dei coloni, che si sono susseguite “per tutto il mese mariano”. 

“Queste violazioni - spiega il parroco - si sono intensificate sia in termini di portata che di gravità, minacciando direttamente la popolazione civile, minando i loro mezzi di sussistenza e contribuendo alla graduale espansione del controllo dei coloni sulle terre palestinesi. Gli incidenti - avverte - riflettono un modello [volto] a creare condizioni coercitive per i residenti palestinesi mediante intimidazioni, criticità economiche, sequestro di terreni e negazione dell’accesso ad aree agricole, in chiara violazione del diritto internazionale e umano di base”.

Fra gli episodi di maggiore criticità contenuti nel rapporto vi sono: la creazione di un nuovo avamposto nell’area della rotonda di Carmel e della comunità di Abu Faza’; il trasferimento di bestiame, compresi 50 cammelli insieme a pecore e bovini; il taglio della principale fonte idrica, che mette a rischio la sopravvivenza di abitanti e allevamenti. Inoltre, il 18 maggio scorso i coloni sono entrati in una casa palestinese nella zona occidentale di Taybeh e hanno lanciato minacce e intimidazioni alle persone presenti al suo interno. L’incidente ha alimentato “paura e panico” tra i familiari e i vicini, in particolare donne e bambini.

Al contempo, i coloni continuano a fare irruzione con raid intimidatori nei quartieri residenziali nell’area settentrionale della città utilizzando piccoli veicoli fuoristrada e veicoli “buggy”, muovendosi tra le case civili in modo provocatorio e minaccioso. Il giorno successivo sempre un gruppo di coloni ha cercato di dare fuoco ai veicoli civili palestinesi. I residenti locali e i giovani sono intervenuti in tempo e hanno impedito quello che avrebbe potuto diventare un grave disastro, con le fiamme che rischiavano di propagarsi alle auto e alle case circostanti.

P. Bashar spiega che le continue violenze e abusi hanno creato insicurezza e disagio psicologico fra i parrocchiani. Vi è inoltre un accesso ridotto ai mezzi di sussistenza e alle attività che generano reddito. Gli assalti impediscono anche la regolare coltivazione dei campi e la preparazione dei terreni per la semina e il successivo raccolto, tagliando le principali fonti di sussistenza. E ancora, vi è un rischio aumentato per le comunità fortemente dipendenti dal bestiame, a causa della carenza d’acqua. Infine, si registra un timore crescente di spostamento forzato mediate una campagna coercitiva e intimidatoria che spinge alla fuga. 

“La continuazione della violenza dei coloni e delle pratiche coercitive contro i residenti di Taybeh rappresenta una minaccia seria e continua per la vita civile, la dignità e la stabilità. La mancanza di un’efficace presa di responsabilità - conclude il parroco di Taybeh - incoraggia un’ulteriore escalation e contribuisce all'erosione dei diritti fondamentali garantiti dal diritto internazionale. È necessaria un’azione internazionale urgente e sostenuta per garantire la protezione dei civili, la responsabilità per le violazioni e la salvaguardia del diritto della popolazione palestinese di rimanere al sicuro sulla propria terra”.

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente

Vedi anche

  • Polimpalli: arrivano i monsoni, demolite le case dei cristiani

    In Chhattisgarh non si ferma l'ondata di intolleranza nei villaggi contro chi non accetta di abbandonare la fede cristiana. Polizia accusata di connivenza. Intanto nuove intimidazioni anche in West Bengal: quattro diversi episodi domenica scorsa nel popoloso Stato orientale dell'India tra cui l'assalto a una chiesa in costruzione Subhashgram.

  • Il Sud del Libano dove tra ambiguità e bugie si continua a morire

    In un attacco di droni israeliani uccisa ieri una preside di una scuola pubblica a Nabatiyeh Fawqa. La popolazione locale vive una situazione precaria, nella morsa tra Netanyahu ed Hezbollah. I villaggi cristiani sul premier israeliano: "Dicendo che vorremmo l’annessione distorce le nostre posizioni". Unicef: dal 2 marzo almeno 12 bambini uccisi o mutilati ogni giorno.

  • Vicario Istanbul: ‘incontro positivo’ dei vescovi turchi con Erdogan

    Mons. Palinuro racconta ad AsiaNews la visita di una delegazione della Chiesa cattolica al capo dello Stato. Il presidente “ha dimostrato attenzione alle esigenze” della comunità locale. La speranza comune di “superare un passato di difficoltà, per aprire una nuova stagione dei rapporti”. La richiesta di Erdogan di “pregare” per la riuscita del vertice della Nato.

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
P.I.M.E. Centro Missionario
Agenzia Fides
P.I.M.E. Brasil
Radio Mondo
Mondo e Missione
P.I.M.E. U.S.A.
TV 2000