Banca mondiale: sulla crescita dell’est Asia ‘le ombre di protezionismo e tensioni geopolitiche’

Cinese la miglior prestazione per il biennio in corso. L’inquietudine per le crisi internazionali può danneggiare gli scambi commerciali. Riviste al ribasso le proiezioni per Myanmar e Filippine. Migliorano quelle di Malaysia e Thailandia.

Washington (AsiaNews/Agenzie) – La Banca mondiale rivede al rialzo le previsioni di crescita economica dei Paesi in via di sviluppo nell’Asia dell’est e del Pacifico, per l’anno in corso ed il prossimo. Nonostante il quadro positivo, aumentano tuttavia i rischi derivanti dal protezionismo commerciale e dalle tensioni geopolitiche nella regione.

Nel suo ultimo Aggiornamento economico per l’Asia dell’est e del Pacifico pubblicato oggi, l’istituzione finanziaria afferma che, ad eccezione di economie sviluppate come il Giappone e la Corea del Sud, il maggior aumento si registra in Cina. Le proiezioni di crescita di Pechino per il 2017 sono migliorate di 0,2 punti percentuali, raggiungendo il 6,7%, e di 0,1 per il 2018, quando è prevista un’espansione economica del 6,4%.

Eppure, l’inquietudine per le crisi internazionali, come quelle in corso nella penisola coreana, in Myanmar o nelle Filippine, può danneggiare gli scambi commerciali. “A causa del ruolo centrale della regione nelle catene di approvvigionamento e produzione globali, l’escalation di queste tensioni potrebbe ostacolare i flussi e l’attività economica”, si legge nella nota.

Per questo motivo, la Banca mondiale rivede al ribasso le stime per Naypyidaw, Manila ed altri Paesi dell’Asia sudorientale. Il Myanmar cede lo 0,5% in entrambe le annualità, attestando la crescita al 6,4% nel 2017 e al 6,7% nel 2018. Registrano invece un miglioramento le previsioni per la Malaysia e la Thailandia.

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