Beirut, medici e sanitari in piazza contro la crisi: due giorni di sciopero generale

Le notizie di oggi: dopo due anni di chiusure per Covid-19, dal 10 giugno riparte il turismo internazionale in Giappone; Pechino respinge le richieste di passaporto dei cristiani; nello Stato Kachin, nel nord del Myanmar, dilaga il consumo di droga; il premier indiano prosegue la politica protezionista sul cibo, dopo il grano ora lo zucchero; da Biškek un invito “all’unità” alle altre nazioni dell’Asia centrale per contrastare il periodo critico.

di Dario Salvi

LIBANO
Decine fra dottori, infermieri e personale paramedico sono scesi in piazza ieri davanti alla sede della Banca centrale, a Beirut. Camici bianchi e operatori sanitari hanno indetto una due giorni di sciopero generale, per protestare contro il rapido deterioramento della situazione economica, e riguarderà sia le strutture pubbliche, che private. Saranno garantiti dialisi e interventi di emergenza. 

GIAPPONE
Dopo due anni di chiusure per il Covid-19, Tokyo annuncia la riapertura delle frontiere per turisti di 36 nazioni, a partire dal 10 giugno. I visitatori saranno accolti solo nell’ambito di tour di gruppo organizzati e da Paesi come Singapore, Thailandia, Stati Uniti e Australia. Fra gli altri Stati asiatici abbiamo anche Arabia Saudita e Malaysia. Salgono a sette gli aeroporti con voli internazionali. 

MYANMAR
L’uso di stupefacenti è in continuo aumento tra i giovani nello Stato Kachin, nel nord del Myanmar, a prevalenza cristiana. Un consumo che è andato aumentando dopo il golpe militare del febbraio 2021, soprattutto di eroina dall’oppio. Almeno due maschi su cinque nelle 18 cittadine fanno uso di droghe; la vendita è illegale, ma i proventi attirano anche funzionari e autorità.

CINA
Le autorità cinesi nell’est del Paese stanno respingendo in blocco le richieste di passaporto, soprattutto se chi presenta la richiesta è un cristiano che vuole emigrare o studiare all’estero. Il fenomeno riguarda in particolare le province di Zhejiang e Jiangsu. Il governo sta inasprendo controlli e blocchi, che non sono giustificati dal contenimento della pandemia di Covid-19. 

INDIA
Il governo indiano del primo ministro Narendra Modi prosegue la politica del “cibo prima di tutto”. E dopo aver tagliato l’esportazione di grano adesso punta sullo zucchero per salvaguardare il mercato interno. L’ultimo provvedimento prevede che, fra giugno e settembre, non possano essere inviate all’estero oltre 10 tonnellate. Il rimanente dovrebbe bastare per il fabbisogni interno. 

RUSSIA
Sono cominciati in Russia gli acquisti “in grigio” di materiali legati all’elettronica: la rete “MVideo – Eldorado” ha cominciato a importare elementi da varie direzioni, ma soprattutto dall’Iran, senza il relativo consenso dei proprietari dei diritti. Tuttavia, il traffico sottobanco non comprende i prodotti della Apple, per il timore delle reazioni statunitensi. 

KIRGHIZISTAN
Un importante diplomatico kirghiso, Bolot Džunusov, ex-dirigente della cooperazione internazionale nel governo di Biškek, ha pubblicato su Azattyk un appello a tutti i politici dei Paesi dell’Asia centrale. Egli ha lanciato un invito all’unità di forze e intenti in questo drammatico contesto internazionale, a partire dalle reciproche affinità culturali, ideologiche ed economiche.

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