Bangkok (AsiaNews) Nessun aiuto in Thailandia del sud alle vittime birmane dello tsunami, costrette, invece, ad affrontare discriminazioni, indifferenza e il giro di vite della polizia sulle immigrazioni.
Steven Forrester, direttore delle comunicazioni del Comitato Usa per i rifugiati e gli immigrati (USCRI), ha detto ad AsiaNews che "nel sud lo tsunami ha ucciso, ferito e lasciato senza casa migliaia di birmani". L'operatore dell'Ong, impegnata nella difesa dei diritti dei rifugiati nel mondo, ha denunciato che queste persone "non ricevono un'assistenza adeguata e per paura di essere arrestate o rimpatriate se escono allo scoperto".
Le province meridionali della Thailandia, colpite dallo tsunami del 26 dicembre, sono anche le terre dove trovano rifugio circa 128 mila profughi birmani; la maggior parte di loro è scappata dal Myanmar, dove il repressivo regime militare continua a violare ogni tipo di diritto umano. In migliaia lavorano nell'industria della pesca, della costruzione, in piantagioni di gomma, cantieri navali e industrie turistiche lungo la costa delle Andamane thailandesi.
I programmi di soccorso del governo non prevedono aiuti economici o test del DNA per i profughi birmani nel territorio. Il Bangkok Post, questa settimana, ha denunciato che i lavoratori birmani vengono trattati come se non esistessero.
La vita per i rifugiati birmani in Tahilandia è sempre stata precaria e insicura. Solo una piccola percentuale di loro - meno del 18% - sono registrati; tutti gli altri sono considerati immigrati illegali. L'USCRI è "estremamente preoccupata" dalla difficoltà di questa gente nell'ottenere gli aiuti necessari a causa della loro condizione illegale.
La situazione è aggravata da un giro di vite del governo sulle immigrazioni. La polizia si reca nei campi d'accoglienza per le vittime dello tsunami e raccoglie i birmani per poi rimpatriarli. Per evitare di essere arrestati la maggior parte dei birmani si è nascosta e non può nemmeno chiedere notizie sui parenti dispersi nel disastro.
L'atteggiamento della polizia è reso ancora più intransigente da voci infondate che accusano gli immigrati di saccheggiare gli hotel thailandesi danneggiati dallo tsunami.
Secondo stime di gruppi per i diritti umani, i birmani morti nel maremoto in Tahilandia del sud sono circa 1.000 e altrettanti i dispersi; in migliaia hanno perso famiglia e lavoro e hanno urgente bisogno di aiuti.










