Dopo missili sulla cattedrale 300 sacerdoti ortodossi chiedono rottura definitiva con Mosca

Esponenti della Chiesa Upz, ancora formalmente legata a Kirill, hanno scritto un appello al loro metropolita: "Che cosa rispondiamo a questa tragedia?". Il silenzio di Onufryj mentre il metropolita di Odessa, conosciuto come paladino della fedeltà a Mosca, ora dice: "L'operazione militare speciale non può giustificare l'assassinio e la violenza".

di Stefano Caprio

Kiev (AsiaNews) - Un gruppo di oltre 300 sacerdoti della Chiesa ortodossa ucraina Upz (Ukrainskaja Pravoslavnaja Zerkov), ancora formalmente legata al patriarcato di Mosca, ha inviato una lettera al metropolita Onufryj (Berezovskyj) di Kiev, capo della giurisdizione ucraina, esprimendo la propria costernazione dopo la distruzione della cattedrale della Trasfigurazione di Odessa, una delle maggiori chiese Upz di tutto il Paese. “Non vogliamo soffrire né per la Russia, né per Putin e neppure per Kirill”, si legge nell’appello, in cui si chiede di troncare immediatamente e in via definitiva le relazioni con la Chiesa moscovita.

La tragedia di Odessa viene definita “un atto di barbarie”, e i sacerdoti chiedono di riunire il Sinodo della Upz, per sancire il distacco dalla gerarchia che “sostiene il genocidio degli ucraini, per mano degli occupanti russi”. Sarebbe l’unico modo di liberarsi dall’influsso di Mosca, e difendere gli interessi del popolo ucraino: “Migliaia di ucraini non vedranno più il cielo rischiarato dal sole, non scriveranno più versi poetici, non doneranno mazzi di fiori alla persona amata e non prenderanno più in braccio il proprio figlioletto… E tutto questo dolore inesprimibile, questa immane tragedia in nome della giustizia satanica proveniente dalle fogne moscovite, come proclama il patriarca. E noi che cosa gli rispondiamo?”.

L’aggettivo “satanico” viene usato più volte nella lettera per definire l’aggressione russa contro l’Ucraina, e in particolare i proclami di Kirill, il cui nome, spiegano i sacerdoti, “si è continuato a ricordare nelle liturgie da parte di molti di noi, nonostante le decisioni del Sinodo dello scorso anno”. Diversi vescovi e metropoliti Upz continuano a sostenere “l’unità con il patriarcato di Mosca”, da dove la giurisdizione ucraina viene continuamente ricordata come “parte della Chiesa ortodossa russa”. Per questo l’appello a Onufryj, che secondo i firmatari “non ha cercato di convincere del contrario né gli ucraini, né i russi”.

Secondo i sacerdoti questa ambiguità giustifica la posizione del governo di Kiev, che sta progressivamente cercando di liquidare tutte le attività della Chiesa Upz, a cominciare dal luogo più simbolico, la Lavra delle Grotte di Kiev. Il Sinodo dovrebbe chiaramente condannare l’aggressione e l’annessione delle eparchie Upz situate nelle regioni occupate, per poter “avere il diritto morale di continuare ad esistere nello Stato ucraino”. Gli autori della lettera non accennano infatti alla riunione con la Chiesa autocefala Pzu (Pravoslavnaja Zerkov Ukrainy), con la quale esistono antichi e nuovi motivi di dissidio, ma chiedono la sopravvivenza di una Upz affrancata da Mosca.

Alcuni dei sacerdoti firmatari hanno cercato di ottenere udienza dal metropolita Onufryj, che continua a mantenere una posizione molto riservata, senza pubbliche dichiarazioni. Altri, come il vicario dell’eparchia di Odessa, l’arcivescovo Viktor (Bykov), si è rivolto al patriarca di Mosca Kirill e a tutto il Sinodo patriarcale russo, affinchè condannino la “folle aggressione” della Federazione russa contro l’Ucraina indipendente, chiedendo alla stessa Chiesa russa di “lasciare in pace” la Chiesa ucraina Upz.

Il metropolita Upz di Odessa, Agafangel (Savvin), ha pubblicamente condannato l’attacco con un messaggio al clero e ai fedeli. Prima dell’invasione russa, Agafangel era conosciuto come uno dei principali paladini della fedeltà alla Chiesa di Mosca in Ucraina, mentre ora proclama che “il cuore della città di Odessa, amante della pace, è sepolto sotto le rovine della cattedrale”. Per quali che fossero gli scopi della “operazione militare speciale”, constata amaramente il metropolita, essa “non può giustificare l’assassinio e la violenza, la distruzione e la fuga obbligata, che riduce nella condizione di profughi”.

 

Foto: news.church.ua

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente

Vedi anche

  • La Chiesa ortodossa russa nel Sud-est asiatico

    In un'ampia intervista alla Tass il metropolita di Singapore Sergij ha descritto "difficile e stimolante" la missione del suo esarcato che si estende oggi dalla Corea all'Indonesia in Paesi a maggioranza buddhista o musulmana. "Il dialogo sulla fede? Qui non inizia con il dogma, ma con la bellezza e il silenzio di una chiesa ortodossa”

  • Erdogan incontra Bartolomeo sulla riapertura di Halki

    Ieri il leader turco ha ricevuto nel palazzo presidenziale il patriarca ecumenico. Tra gli obiettivi la definizione delle modalità della riapertura dello storico seminario chiuso dal 1971, attesa per settembre. Anche Trump, atteso per il vertice Nato di luglio, si è mosso per ottenere il via libera dalle autorità di Ankara. Sullo sfondo le rinnovate tensioni con Atene sui confini marittimi.

  • L'autostop ecclesiastico dei preti russi

    Da Vladivostok a Vilnius, i sacerdoti vengono ridotti allo stato laicale. In un libro pubblicato da Parigi, dove è stato reintegrato dal patriarcato ecumenico padre Aleksej Uminskij racconta di ricevere regolarmente ogni settimana lettere confuse da ex-confratelli di tutto il Paese. Molti sacerdoti ortodossi trovano impossibile pregare per la guerra, ma temono denunce e giudizi ecclesiastici.

  • Le icone russe contro l'alcolismo

    L’immagine della Madre di Dio Neupivaemaja Čaša, il “Calice Inesauribile” che offre il Cristo come “bevanda di salvezza”, viene sempre più invocata dagli ortodossi russi per chiedere la liberazione dalle dipendenze dall’alcolismo e dalle droghe. Insieme a 80 "santi della sobrietà" scelti tra i “nuovi martiri” del secolo scorso.

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
P.I.M.E. Centro Missionario
Agenzia Fides
P.I.M.E. Brasil
Radio Mondo
Mondo e Missione
P.I.M.E. U.S.A.
TV 2000