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Il Battesimo conteso tra Russia e Ucraina  

Per diversi secoli, la Chiesa ortodossa di Kiev e Mosca ha datato il Battesimo della Rus' al 1° agosto del 988, nella festa del Salvatore Misericordioso e della Santissima Madre di Dio, in cui si doveva benedire l'acqua in memoria della “Fonte del Dnepr”. L'idea di collegare la festa alla memoria di Vladimir nacque nel contesto degli intrighi ecclesiastici e politici del 2008.

  • I 300 anni della cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a Kazan

    Il patriarca Kirill si è recato nella capitale del Tatarstan per la festa della celebre icona mariana e ha celebrato l'anniversario della storica chiesa. Costruita in memoria della visita di Pietro il Grande, fu trasformata in planetario negli anni dell'Unione Sovietica. "Qui si comprende quanto sia più forte il potere di Dio rispetto a quello umano".

  • La Chiesa ortodossa russa nel Sud-est asiatico

    In un'ampia intervista alla Tass il metropolita di Singapore Sergij ha descritto "difficile e stimolante" la missione del suo esarcato che si estende oggi dalla Corea all'Indonesia in Paesi a maggioranza buddhista o musulmana. "Il dialogo sulla fede? Qui non inizia con il dogma, ma con la bellezza e il silenzio di una chiesa ortodossa”

  • Erdogan incontra Bartolomeo sulla riapertura di Halki

    Ieri il leader turco ha ricevuto nel palazzo presidenziale il patriarca ecumenico. Tra gli obiettivi la definizione delle modalità della riapertura dello storico seminario chiuso dal 1971, attesa per settembre. Anche Trump, atteso per il vertice Nato di luglio, si è mosso per ottenere il via libera dalle autorità di Ankara. Sullo sfondo le rinnovate tensioni con Atene sui confini marittimi.

  • L'autostop ecclesiastico dei preti russi

    Da Vladivostok a Vilnius, i sacerdoti vengono ridotti allo stato laicale. In un libro pubblicato da Parigi, dove è stato reintegrato dal patriarcato ecumenico padre Aleksej Uminskij racconta di ricevere regolarmente ogni settimana lettere confuse da ex-confratelli di tutto il Paese. Molti sacerdoti ortodossi trovano impossibile pregare per la guerra, ma temono denunce e giudizi ecclesiastici.

  • Le icone russe contro l'alcolismo

    L’immagine della Madre di Dio Neupivaemaja Čaša, il “Calice Inesauribile” che offre il Cristo come “bevanda di salvezza”, viene sempre più invocata dagli ortodossi russi per chiedere la liberazione dalle dipendenze dall’alcolismo e dalle droghe. Insieme a 80 "santi della sobrietà" scelti tra i “nuovi martiri” del secolo scorso.

  • Il servizio sociale della Chiesa Ortodossa russa

    Al seminario Donskoj della regione di Rostov su disposizione del Sinodo è stato aperto un programma magisteriale sulla dimensione caritativa della Chiesa. Un indirizzo nuovo negli studi teologici ortodossi russi, con un programma che cerca di elaborare un percorso “innovativo”, con metodologie scientifiche oltre che spirituali.

  • La Chiesa della Georgia e la successione di Ilja II

    Il 3 aprile si è aperto il Sinodo che dovrà individuare i candidati. Il patriarca di costantinopoli Bartolomeo ha proposto due nomi, provocando una rabbiosa reazione da parte dei russi. La Chiesa georgiana è stata una delle prime a seguire un orientamento molto radicale e aggressivo, uscendo dal Consiglio ecumenico delle Chiese. Il teologo Čapnin: "Il vero problema è il nazionalismo religioso".

  • La Pasqua dei martiri della Russia sovietica

    Una piattaforma russa on-line trasmette in questi giorni una serie di documentari intitolati la “Parola vivente”, dedicata a grandi figure dell'ortodossia uccise durante gli anni successivi alla rivoluzione bolscevica. Figure che ricordano che si può dare la vita per ideali che uniscono fede religiosa, carità evangelica e amore per la propria patria, non per distruggere il nemico, ma per costruire un mondo nuovo.

  • La morte di Filaret, l'uomo dell'inizio dello scisma tra ortodossi ucraini e russi

    Scomparso all'età di 98 anni il patriarca emerito di Kiev. Era stato a lungo definito "il più sovietico tra i metropoliti", ma nel 1990 si vide scavalcato da Aleksij a Mosca dopo la morte di Pimen. Nel 1992 ruppe per primo la comunione coi russi portandosi dietro buona parte del clero. Finché nelle convulse trattive durante la presidenza Porošenko fu poi Kirill a rifiutare un accordo pensando (a torto) di poterlo rendere ininfluente in Ucraina.

  • Il conflitto tra gli ortodossi romeni e moldavi

    Come accade da tempo a Kiev, anche a Chişinău è scontro tra la Chiesa ortodossa di Moldavia - legata al patriarcato di Mosca - e la metropolia di Bessarabia, che aderisce alla Chiesa di lingua romena. Lo stesso patriarcato di Bucarest accusa i gerarchi filo-russi di ingerenze nei processi elettorali del Paese. Un dissidio che fa riemergere la travagliata della zona compresa tra il Danubio e il Dnestr.

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