Traffico di minori: Corte suprema indiana invoca più rigore nei tribunali

Dopo un nuovo caso di negligenza nell'Uttar Pradesh, i giudici di Delhi hanno emanato nuove linee guida per contrastare i ritardi processuali e le scarcerazioni su cauzione che spesso si trasformano in impunità. Ordinata anche la sospensione della licenza agli ospedali quando emerge un coinvolgimento in questi traffici. Sono oltre 2mila ogni anno i casi di rapimento e vendita di neonati.

di Maria Casadei

Milano (AsiaNews) - Una recente sentenza - e un ennesimo atto di negligenza - su un caso di rapimento di minori avvenuto nell’Uttar Pradesh, ha spinto la Corte suprema indiana a varare nuove linee guida per la gestione giudiziaria delle vicende legate al traffico illegale di minori nel Paese. Per contrastare i ritardi processuali, i giudici hanno stabilito un termine massimo di sei mesi per la conclusione dei procedimenti relativi al rapimento e traffico di minori, e di una settimana per la formalizzazione delle accuse a partire dalla registrazione del primo rapporto ufficiale (First Information Report). In base alle nuove disposizioni, gli imputati dovranno essere sottoposti a stretta custodia giudiziaria, e saranno emessi immediatamente mandati di cattura qualora tentino la fuga. Inoltre, la Corte ha ordinato la sospensione delle licenze ospedaliere nei casi in cui il rapimento avvenga all’interno delle strutture sanitarie, disponendo l’introduzione di rigorosi sistemi di monitoraggio sia per gli ospedali sia per le agenzie di adozione e gli enti connessi.

La necessità di misure stringenti e dettagliate era emersa a seguito di una sentenza della corte di Allahabad relativa al rapimento e alla vendita di un neonato ad una coppia nello stato dell’Uttar Pradesh, nel nord dell’India. Inizialmente, agli imputati era stata concessa la libertà su cauzione dalla corte locale, provvedimento successivamente annullato dalla Corte suprema, che ne ha ordinato l’arresto e il trasferimento in custodia giudiziaria. Secondo i giudici di Delhi, la coppia, che aveva pagato circa 400mila rupie (poco più di 4mila euro ndr), era consapevole del rapimento.

In numerosi casi analoghi, la concessione della libertà su cauzione da parte delle corti ha favorito la fuga degli imputati, di cui poi si è persa ogni traccia. “Questi imputati rappresentano una minaccia per la società”, hanno dichiarato i giudici di Delhi, sottolineando che in questi processi non è “stata dimostrata alcuna serietà”, criticando duramente la gestione del caso da parte della corte di Allahabad e del governo dell’ Uttar Pradesh. Se non verranno rispettate le nuove direttive, avverte la Corte suprema, i governi statali potrebbero essere accusati di oltraggio alla Corte. In questa occasione, i giudici della Corte suprema hanno inoltre ordinato alle forze di polizia di redigere regolarmente rapporti sulle misure adottate contro il traffico di minori, sui movimenti delle organizzazioni criminali coinvolte nei rapimenti, e sulla riabilitazione delle vittime.

Le nuove direttive, emesse dalla Corte di Delhi, mirano ad aumentare la consapevolezza pubblica su come vengono gestiti i casi di rapimento e traffico di minori nel Paese, garantendo maggiore trasparenza sia nell’indagine che nel processo giudiziario. In India, si registrano ogni anno circa 2 mila casi di traffico di minori. Secondo il National Crime Records Bureau, nel 2022 ne sono avvenuti 2.250, in maggior numero negli Stati del Telangana, Maharashtra e Bihar.

 

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