A 20 anni dalla tragedia tsunami Jakarta studia sistema di allarme preventivo

Le notizie di oggi: Hong Kong cancella i passaporti di sette attivisti all’estero, prosegue la repressione del dissenso. Migliaia di siriane in piazza nel nord-est curdo per invocare il rispetto dei diritti delle donne. Dhaka chiede a Delhi il rimpatrio dell’ex premier Hasina per “procedimento giudiziario”. A Natale in vigore in Vietnam la legge che impone la verifica dell’identità sui social.

di Dario Salvi

INDONESIA - ASIA
Jakarta sta lavorando a un sistema di allarme rapido per tsunami utilizzando il Gps che monitora i cambiamenti del livello del mare. Secondo la National Disaster Mitigation Agency potrebbe essere implementato nei prossimi cinque anni ed è annunciato mentre il Paese, e l’Asia, celebrano i 20 anni da uno dei peggiori disastri naturali della storia. Un potente terremoto di magnitudo 9,1 nell’Oceano Indiano il 26 dicembre 2004 ha innescato una gigantesca ondata anomala che ha ucciso circa 230mila persone in oltre 10 nazioni. 

HONG KONG
Applicando la nuova legge sulla sicurezza nazionale, il governo di Hong Kong ha cancellato i passaporti di sette attivisti all’estero e ne ha bloccato i fondi. La nota, emessa oggi, colpisce gli ex legislatori Ted Hui e Dennis Kwok, gli attivisti Kevin Yam, Kwok Fung-yee, Elmer Yuan, Hui Wing-ting e Joey Siu. Le ultime misure fanno parte di un giro di vite in corso sul dissenso.  

SIRIA
Migliaia di rappresentanti femminili sono scese in piazza ieri per manifestare nella città di Qamishli, nel nord-est della Siria, area a maggioranza curda, per chiedere ai nuovi governanti filo-islamici al potere a Damasco di rispettare i diritti delle donne. Le dimostranti invocano inoltre la condanna delle campagne militari promosse dalla Turchia nella regione contro la popolazione. 

BANGLADESH - INDIA
Dhaka ha chiesto a Delhi il rimpatrio dell’ex primo ministro Sheikh Hasina, in esilio dall’agosto scorso in seguito alla protesta degli universitari sfociata nella caduta dell’esecutivo. Le autorità intendono promuovere un “procedimento giudiziario” a suo carico. I rapporti fra i due Paesi, con forti legami economici e culturali, si sono incrinati in seguito alla cacciata dell’ex premier. 

TURCHIA
Una potente esplosione ha devastato un impianto di esplosivi a Balikesir, nel nord-ovest della Turchia, uccidendo almeno 12 persone e ferendone altre quattro. Nei filmati si vedono frammenti di vetro e metallo sparsi all’esterno della struttura, che produce munizioni, esplosivi e razzi per i mercati nazionali e internazionali. Il ministro degli Interni Ali Yerlikaya afferma che la causa non è immediatamente nota, ma le autorità non escludono il sabotaggio.

VIETNAM
Gli utenti dei social - da Facebook a TiTok - dovranno verificare la loro identità nell’ambito delle nuove norme che regolano la rete imposte da Hanoi e che, secondo i critici, minano ulteriormente la libertà di espressione nel Paese comunista. La legge, che entra in vigore domani in concomitanza con il Natale, costringerà i giganti della tecnologia a memorizzare i dati degli utenti, fornirli alle autorità su richiesta e rimuovere i contenuti che il governo considera “illegali” entro 24 ore.

RUSSIA - COREA DEL NORD
Corea del Nord e Russia stanno ulteriormente aumentando la collaborazione militare, con consegne di armamenti da Pyongyang a Mosca per la guerra in Ucraina, ripagate da aiuti finanziari e petrolio. Dalle immagini satellitari, come scrive il New York Times, è evidente l’aumento di produzione di armi, permettendo alla Russia di compensare le perdite per le sanzioni e gli scontri bellici.

GEORGIA
Sul prospekt Rustaveli, al centro di Tbilisi, gli oppositori al governo “illegittimo” del Sogno Georgiano stanno preparando “una grande notte di protesta a Capodanno”, proseguendo le manifestazioni delle ultime settimane. Già 17 mila persone si sono aggregate all’evento su Facebook, e la presidente uscente Salome Zurabišvili ha promesso di “partecipare alla festa”.

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