Armenia

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Armeni contro l’uso del genocidio come ‘arma’ nella guerra fra Netanyahu ed Erdogan

Nei giorni scorsi il governo israeliano ha approvato una misura per il riconoscimento formale, ora la palla passa al Parlamento per il voto finale. Critiche di Turchia e Azerbaijan. Per gli armeni è una mossa politica che si inquadra in tensioni e conflitti attuali. Kegham Balian di “Save The ArQ” parla di “insulto alla memoria” degli 1,5 milioni di assassinati dall’impero ottomano.

  • I rapporti tra Mosca e Erevan dopo la vittoria di Pasinyan

    La scelta europeista dell'elettorato nel voto del 7 giugno è stata accompagnata dall'elezione del maggior numero di deputati filo-russi dal 2018. Putin mira a influenzare comunque la politica del premier con cui tiene aperti canali di comunicazione. E gli stessi sondaggi dicono che gli armeni non vogliono che la partnership con Bruxelles sia a scapito di Mosca.

  • Le elezioni in Armenia, tra Oriente e Occidente

    Il voto del 7 giugno a Erevan dovrà mettere il punto sulla convulsa situazione politica interna, aprendo una nuova fase rivolta verso l’Europa oppure riportando il Paese sotto il controllo della Russia, cercando di evitare la guerra civile tra le diverse anime del popolo armeno. Intanto l'attuale premier Pašinyan ha fatto sapere che intende incontrare Putin subito dopo il voto.

  • La minaccia della Russia a Erevan

    Al recente summit europeo in Armenia con la presenza di Zelenskyj e l'affermata volontà di rafforzare le relazioni con l'Unione europea Putin ha risposto ammonendo l'Armenia a non seguire la aprabola dell'Ucraina. Parole che pesano in un Paese che si appresta ad andare alle urne il 7 giugno per elezioni parlamentari estremamente delicate.

  • La distruzione dell’eredità armena nell’Artsakh

    Dalla cattedrale di Stepanakert al Tatik-Papik - il monumento sulla collina che simboleggia il legame indissolubile tra gli armeni e il Nagorno-Karabakh - continua la distruzione dei vandali dell'Azerbaigian che distruggono chiese, stele e altri oggetti di valore storico culturale per cancellare del tutto l'identità altrui. Senza reazioni significative da parte della comunità internazionale (e del governo di Erevan stesso).

  • I simboli della Pasqua degli armeni

    Come tutte le Chiese d'Oriente anche i cristiani dell'Armenia si preparano a celebrare domenica 12 la resurrezione di Gesù rinovando gesti antichi come quello di tenere in mano le uova recandosi alla veglia pasquale. Tra i riti densi di significato anche l'Andastan con la benedizione dei quattro punti cardinali per esprimere la ricostruzione di un mondo nuovo fondato sulla fede e l'unità.

  • L'alfabeto armeno a Strasburgo tra diplomazia e identità

    Il governo di Pašinyan collocherà in un'area adiacente alla sede del Parlamento europeo una scultura dedicata alla scrittura creata dal monaco Mesrop Mashtots per tradurre la Bibbia. Un simbolo di orgoglio nazionale, di resilienza e del legame profondo tra fede e cultura nella prima nazione cristiana della storia. Un messaggio anche politico sullo sguardo dell'attuale leadership di Erevan verso l'Europa.

  • Manifestazioni anche in Russia nel conflitto armeno tra Chiesa e Stato

    Nella città di Armavir un migliaio di armeni sono scesi in piazza con la fascia rossa al braccio per sostenere i vescovi e sacerdoti incarcerati nello scontro tra Pašinyan e la Chiesa apostolica. Iniziative a cui Mosca guarda con simpatia, preoccupata dalle iniziative filo-occidentali dell'attuale governo di Erevan che mettono in discussione il ruolo della Russia come tradizionale Paese-tutore.

  • Khapama, la zucca (piena) armena più profonda di Halloween

    Il tradizionale piatto che da secoli a fine ottobre a Erevan celebra la fine dei raccolti è un ringraziamento alla generosità della natura e un augurio di un inverno sereno per chi si impegna nel lavoro agricolo. La farcitura con migliaia di chicchi di riso indica l’intera umanità che dentro la zucca assorbe la dolcezza degli altri ingredienti senza perdere la propria specifictà.

  • Nuovi arresti di vescovi e sacerdoti in Armenia

    Nel contesto della dura opposizione alle politiche del premier Pašinyan, arrestato anche il vescovo Mkrtič, a capo dell'eparchia di Aragatsotn, insieme a sei sacerdoti diocesani. Da giugno è in carcere l’arcivescovo Bagrat Galstanyan, il primo a schierarsi apertamente contro il capo del governo. Gli avvocati della Chiesa Apostolica armena: grave violazione del diritto.

  • L’importanza del 'Corridoio di Trump' per l’Asia centrale

    I contestati 40 chilometri tra i confini azerbaigiani e l’enclave di Nakhičevan attraverso il territorio armeno hanno unìimportanza fondamentale per tutta la regione. Il Corridoio non si limiterà a riunire i territori azerbaigiani attraverso l’Armenia, ma permetterà di abbreviare significativamente tutto l’itinerario eurasiatico e del Corridoio Transcaspico, indispensabile per i trasporti che devono evitare le sanzioni contro la Russia.

  • Diciassette secoli di storia dietro alla crisi politico-religiosa di Erevan

    L'opposizione del katholikos Karekin II alla politica del premier Pašinyan sugli accordi con l'Azerbaigian è solo l'ultimo capitolo di una "concorrenza" che affonda le sue radici nelle origini stesse di quello che fu il primo Stato cristiano al mondo. E il Karabakh, che la Chiesa non vuole cedere definitivamente, negli anni della dominazione sovietica fu un simbolo della difesa della propria identità.

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