Allarme dell’Onu: oltre 25mila stranieri negli eserciti del terrorismo islamico

Un Rapporto curato da esperti del fondamentalismo parla di Siria e Iraq come di “scuole finali di perfezionamento” per le migliaia di combattenti stranieri, che arrivano per la maggior parte da Tunisia, Marocco, Russia e persino Francia. Sconfiggere lo Stato islamico “li disperderà nel mondo”.

New York (AsiaNews/Agenzie) – Il flusso di combattenti stranieri che si è unito ai gruppi terroristi in Medio Oriente “è il più numeroso della storia recente. Sono oltre 25mila i combattenti che, da circa 100 nazioni, hanno raggiunto le zone di guerra di Iraq, Siria, Libano e Pakistan”. La denuncia viene da un Rapporto presentato dalle Nazioni Unite, secondo il quale “siamo davanti a una minaccia immediata e a lungo termine per la sicurezza globale”.

Tra la metà del 2014 e il marzo del 2015 il numero di militanti stranieri “è aumentato del 71%. Siria e Iraq sono divenute una sorta di ‘scuola finale di perfezionamento’ per la stragrande maggioranza degli stranieri: qui si trovano almeno 22mila combattenti non autoctoni”. I gruppi che hanno beneficiato di più da questa “migrazione del terrore” sono al Qaeda e il cosiddetto Stato islamico.

Secondo gli autori del testo, tutti esperti che controllano il rispetto delle sanzioni internazionali contro al Qaeda, “sconfiggere lo Stato islamico in Iraq e Siria potrebbe portare a una diffusione di questi terroristi, oramai esperti, in tutto il mondo”. Vi sarebbero inoltre 6.500 stranieri in Afghanistan e “centinaia” in Yemen, Libia e Pakistan. Un alto numero di questi proverrebbe da Tunisia, Marocco, Russia e persino Francia. Aumentano anche i “migranti” da Maldive, Finlandia e Trinidad e Tobago. 

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