Ankara attacca Nicosia per le licenze a Exxon Mobil e Qatar Petroleum

Il governo (greco) cipriota ha assegnato concessioni esplorative al largo della costa sud-occidentale, nel settore 5 della Ezz. Pronta la replica dei turchi: nessuna nazione, azienda o nave potrà svolgere “ricerche non autorizzate”. Un nuovo fronte di scontro mentre sull’isola papa Francesco predica pace e fratellanza.

di Dario Salvi

Istanbul (AsiaNews) - Il governo turco attacca Nicosia accusandola di aver violato la propria piattaforma continentale, assegnando senza titolo una licenza di esplorazione marittima in cerca di giacimenti di petrolio e gas naturali a Exxon Mobil e Qatar Petroleum. In una nota il ministero degli Esteri di Ankara afferma che il Paese “non consentirà mai a nessuna nazione, azienda o nave straniera di svolgere ricerche non autorizzate sugli idrocarburi nella propria giurisdizione”. 

Nei giorni in cui papa Francesco sta compiendo un viaggio apostolico a Cipro e in Grecia per rilanciare i valori della tolleranza, del dialogo, dell’accoglienza dei migranti e della pace in Medio oriente, fra la leadership turca e Nicosia si apre un nuovo fronte di tensione. Ankara accusa i ciprioti di violare i confini marittimi e ribadisce che non è disposta a tollerare trivelle ed esplorazioni abusive in un’area che considera come “zona economica esclusiva” nel Mediterraneo orientale. 

La regione è diventata un settore nevralgico nella gara allo sfruttamento di gas e idrocarburi per Cipro, Israele ed Egitto, cui si è unita la Turchia dando vita a uno scontro frontale fra secolari rivali storici. Inoltre, all’elemento economico si somma il fattore confessionale con le divisioni fra cristiani nella parte greca, soprattutto ortodossi, e i musulmani nel settore turco dove si sono registrati fenomeni di “islamizzazione” fra gli abitanti. 

Bruxelles ha invitato a più riprese il governo di Ankara ad allentare la tensione, riaffermando il proposito di difendere gli interessi degli Stati membri (Cipro e Grecia). Pronta la replica turca, che non intende arretrare di un passo nella rivendicazione dei propri interessi economici, politici e commerciali, oltre alla tutela degli interessi nell’area turco-cipriota dell’isola divisa. 

Fra i nodi irrisolti vi è il mancato accordo sui limiti delle rispettive piattaforme continentali fra Grecia e Turchia; diverso il discorso riguardante Nicosia, che per Ankara non ha diritto ad alcuna rivendicazione territoriale o marittima non riconoscendo l’autorità di governo. Incurante del monito dei sodali del presidente Erdogan, il consiglio dei ministri (greco) cipriota ha disposto la concessione della licenza a Exxon Mobil e Qatar Petroleum per il settore 5 di quella che considera propria zona economica esclusiva (Ezz), situata a sud/sud-ovest dell’isola. 

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