Caritas Internazionale al G8: mantenete le promesse fatte contro la povertà

Oltre 370 delegati Caritas da tutto il mondo hanno steso ieri davanti alla basilica di S. Pietro un manifesto gigante che chiede agli “otto grandi” di mantenere gli impegni presi due anni fa. Nonostante le promesse, infatti, sono in calo gli aiuti alle nazioni in via di sviluppo. Fra i debitori peggiori, Italia, Francia e Germania.

Roma (AsiaNews) – Alla vigilia della riunione del G8, ieri, oltre 370 delegati Caritas da tutto il mondo hanno steso davanti alla basilica di S. Pietro uno striscione che chiede ai "Grandi" riuniti in Germania di “rendere efficace l’aiuto” promesso alle nazioni povere del mondo. Il gesto - compiuto da 25 vescovi, 50 fra sacerdoti e religiose ed oltre 300 delegati laici – serve a ricordare ai leader delle otto nazioni più economicamente sviluppate il loro impegno nei confronti del resto del mondo: aiuti finanziari e riduzione del debito estero.

 

I membri della Caritas, che rappresentano oltre 200 fra nazioni e territori di tutto il mondo, sono riuniti in questi giorni in Vaticano per discutere nuove misure efficaci contro la povertà. Gli impegni presi dai leader del G8 nel corso dell’ultimo incontro a Gleneagles, in Scozia, non sono stati mantenuti: si trattava di aumentare di 50 miliardi di dollari entro il 2010 gli aiuti alle nazioni in via di sviluppo. Invece, secondo i dati allo studio della Caritas, questi aiuti hanno subito un calo nel corso del 2006.

 

Duncan MacLaren, segretario generale dell’organizzazione cattolica, spiega che “il manifesto steso ieri in S. Pietro manda un messaggio chiaro ai leader riuniti a Heiligendamm: lo scandalo della povertà deve finire”. Due anni fa, aggiunge, “il G8 ha promesso di risollevare dalla povertà milioni di persone. Invece, abbiamo visto che gli aiuti sono ridotti, per la prima volta in dieci anni. Fra i debitori peggiori vi sono l’Italia, indietro di 8 miliardi, la Francia con 7,6 miliardi in meno e la Germania con 7 miliardi”.

 

I delegati Caritas, conclude il segretario generale, “ritorneranno ai loro Paesi di origine con un rinnovato impegno a combattere la povertà, che si traduce in concrete azioni sul campo. I leader del G8 devono capire che dal nulla non proviene nulla. Se lasciano Heiligendamm senza progetti concreti, avranno fallito nei confronti della lotta alla povertà. Devono però sapere che noi non ce ne andremo, e continueremo a parlare”.

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