Condanna a tre anni per il capo della Hyundai

La sentenza dovrebbe essere sospesa in riconoscimento del “grande contributo” da lui dato all’economia della nazione.

Seoul (Asianews/Agenzie) - Chung Mong-koo, il presidente della Hyundai, la più grande fabbrica di automobile della Corea, è stato condannato oggi a tre anni di prigione per appropriazione indebita dei fondi dell’azienda.

Chung, 68 anni, è stato riconosciuto colpevole di aver utilizzato i fondi per motivi personali, ma anche per corrompere politici.

L’accusa aveva chiesto una condanna di 6 anni, ma il giudice ha preferito una sentenza minore a causa dei “grandi contributi all’economia nazionale” portati da Chung. Il presidente della Hyundai ha chiesto scusa e grazie al suo impegno in molte attività caritative, riceverà con ogni probabilità una sospensione della condanna: non andrà cioè in carcere a meno che non compia altri crimini.

Secondo l’accusa, Chung è riuscito a raccogliere 103,4 miliardi di won (circa 8,5 milioni di euro) in modo poco chiaro dalle compagnie affiliate della Hyundai, utilizzando per interessi personali  quasi 70 miliardi di won.

Chung è stato condannato anche per aver inferto danni finanziari alle affiliate con contratti e accordi che favorivano lui stesso e il figlio, Chung Eui-sun, il capo della Kia Motors.

Le azioni della Hyundai oggi sono scese del 2,6%, a 68 mila won. Alcuni analisti pensano che la condanna di Chung influenzerà in modo negativo l’immagine e l’economia della Hyundai.

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