Egitto, rischio attentati: le Chiese evangelica e copta riducono le attività

Alla base del provvedimento, in vigore per i mesi di luglio e agosto, il timore di attacchi terroristi. Cancellati pellegrinaggi, viaggi di gruppo, festività, ma le funzioni religiose si svolgeranno senza variazioni. Mezzi blindati e cecchini presidiano luoghi di culto. Pastore anglicano: Preghiamo “per la sicurezza e la stabilità del nostro Paese”.

Il Cairo (AsiaNews) - Le Chiese cristiana copta ed evangelica in Egitto hanno sospeso parte delle loro attività - fra cui pellegrinaggi, colonie estive e conferenze - per motivi di sicurezza, nel timore di nuovi attacchi da parte di gruppi jihadisti o cellule estremiste islamiche. Alla base del provvedimento, che resterà in vigore per i mesi di luglio e agosto, l’allerta diramato in queste ore dalle autorità del Cairo.

Il reverendo Andrea Zaki, leader della Chiesa evangelica locale, riferisce che “le agenzie [di sicurezza] ci hanno informato in merito alla scoperta di piani di attacco” da parte di gruppi estremisti. Il provvedimento non riguarderà però messe e altre funzioni religiose, che si svolgeranno regolarmente.

Il portavoce della Chiesa copta ortodossa Bolus Halim ha confermato un analogo provvedimento, a tutela dell’incolumità del fedeli.

L’allerta è stato diramato ai rappresentati delle Chiese in Egitto nel corso di un incontro che si è tenuto in settimana nella città meridionale di Assiut, alla presenza dei massimi esponenti dell’esercito e della sicurezza. I generali hanno inoltre predisposto lo stanziamento di veicoli armati e di cecchini all’esterno dei monasteri, in occasione delle più importanti celebrazioni.

Due di questi eventi principali si svolgeranno proprio ad Assiut, sede di una consistente comunità cristiana, e che attirano milioni di fedeli da tutto il Paese.

In una lettera diffusa ieri un reverendo anglicano ha comunicato la cancellazione di un viaggio-vacanza alla località turistica di Hurghada, sul mar Rosso. Il leader cristiano avrebbe preso la decisione “per la vostra incolumità”. “Uniamoci in preghiera - conclude Mohsen Naeem - per la sicurezza e la stabilità del nostro Paese”.

Negli ultimi mesi la comunità cristiana egiziana è stata oggetto di una serie di attacchi, l’ultimo dei quali l’assalto a un bus di pellegrini copti il 26 maggio scorso, che ha causato la morte di decine di persone. Da dicembre sono quasi un centinaio i membri della minoranza religiosa (il 10% circa del totale della popolazione, pari a 90 milioni di abitanti) a essere morti sotto i colpi dei fondamentalisti islamici. Fra questi le vittime delle esplosioni alle chiese del mese scorso, la domenica delle Palme, e i fedeli deceduti nel contesto dell’attacco contro la cattedrale copta di san Marco in Abassiya, al Cairo, a dicembre. Nelle ore successive agli attacchi, i vertici di Daesh [acronimo arabo per lo Stato islamico] hanno rivendicato gli attentati e minacciato nuove violenze contro la minoranza nel Paese.

L’escalation di violenze aveva fatto temere anche la cancellazione del viaggio apostolico di papa Francesco in Egitto, in programma a fine aprile. Tuttavia, il pontefice ha voluto rispettare il programma iniziale incontrando il presidente della Repubblica al-Sisi, il grande imam di al-Azhar Ahmad Al-Tayeb e celebrando una messa davanti a decine di migliaia di fedeli. (DS)

 

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
P.I.M.E. Centro Missionario
Agenzia Fides
P.I.M.E. Brasil
Radio Mondo
Mondo e Missione
P.I.M.E. U.S.A.
TV 2000