Filippine: tre morti in una sparatoria in una scuola per bullismo

Le notizie di oggi: ai negoziati tra Stati Uniti e Iran accordo su roadmap dei lavori e meccanismo di coordinamento tra i due Paesi su stretto di Hormuz e cessate il fuoco in Libano. Il Giappone quintuplica le tariffe per i visti di ingresso degli stranieri. Il premier del Bangladesh Rahman in visita in Malaysia per riaprire flusso di lavoratori. Crimea sospende vendite carburanti dopo attacchi ucraini a raffinerie.

FILIPPINE

Tre studenti sono morti e altri sette sono rimasti feriti in una sparatoria avvenuta questa mattina presso la San Jose National High School, nella città di Tacloban nelle Filippine. Secondo la polizia, l'attacco è avvenuto intorno alle 9:20 del mattino all'interno dell'istituto. Due sospetti sono stati arrestati: uno studente di 15 anni della scuola e una persona esterna. Le prime indagini indicano che il movente potrebbe essere legato a rancori derivanti da episodi di bullismo scolastico.

IRAN-STATI UNITI

Il primo round di colloqui tra gli Stati Uniti e l’Iran, volto a raggiungere una pace duratura, si è concluso a Lucerna in Svizzera con segnali incoraggianti. I mediatori, Qatar e Pakistan, hanno annunciato una tabella di marcia per arrivare a un accordo definitivo entro 60 giorni e la creazione di un comitato di alto livello per supervisionare il processo. Tra i risultati più concreti figura l’istituzione di una linea di comunicazione diretta per evitare incidenti nello Stretto di Hormuz e garantire il transito sicuro delle navi commerciali. È stato inoltre creato un meccanismo di coordinamento relativo al conflitto in Libano, tema centrale dei negoziati. I colloqui tecnici proseguiranno nei prossimi giorni in Svizzera.

GIAPPONE

Il Giappone ha annunciato un forte aumento delle tariffe per i visti di ingresso per i cittadini stranieri, con rincari fino a cinque volte superiori agli attuali. Dal 1° luglio, il costo di un visto a ingresso singolo passerà da 3.000 a 15.000 yen, mentre quello per ingressi multipli salirà da 6.000 a 30.000 yen. Si tratta del primo aumento delle tariffe dal 1978. La decisione è stata spiegata dal governo con la necessità di adeguarsi all’inflazione e alla debolezza dello yen, la cui quotazione è ai minimi rispetto agli ultimi 40 anni.

CINA-STATI UNITI

La Cina ha imposto restrizioni alle esportazioni nei confronti di 10 aziende statunitensi attive nei settori della difesa e dell’estrazione di terre rare, in risposta all’inserimento di numerose imprese cinesi nella blacklist americana. Pechino ha inoltre vietato agli enti pubblici di acquistare prodotti di 46 società USA, tra cui Lockheed Martin, RTX (Raytheon) e la divisione difesa di Boeing. La decisione segue le tensioni riemerse dopo la visita del presidente Donald Trump a Pechino e la successiva pubblicazione di una nuova lista nera statunitense. Tra le aziende cinesi colpite dalla blacklist USA figurano Alibaba, Baidu e BYD. Le misure cinesi sono entrate in vigore immediatamente.

BANGLADESH-MALAYSIA

Il primo ministro del Bangladesh, Tarique Rahman, in visita a Putrajaya – prima tappa del suo primo viaggio internazionale che lo porterà poi in Cina - ha chiesto alla Malaysia di riaprire al più presto il proprio mercato del lavoro ai lavoratori del Bangladesh. Durante un incontro bilaterale con il premier malese Anwar Ibrahim, ha sottolineato il contributo dei lavoratori, studenti e professionisti bangladesi all’economia di entrambi i Paesi. Sono stati inoltre discussi la regolarizzazione dei lavoratori senza documenti e il rimpatrio dei cittadini detenuti. Entrambe le parti hanno concordato di rendere il reclutamento più trasparente, equo e meno costoso, e di avviare negoziati per un accordo di libero scambio.

RUSSIA-UCRAINA

Le vendite di carburante nelle stazioni di servizio della Crimea, annessa dalla Russia nel 2014, sono state sospese per la popolazione. Lo ha annunciato il governatore filorusso Sergey Aksyonov, precisando che il carburante sarà riservato esclusivamente agli enti governativi incaricati della sicurezza e dei servizi essenziali della penisola. La decisione arriva dopo una serie di attacchi con droni ucraini contro raffinerie e infrastrutture energetiche russe, che hanno causato la chiusura temporanea di diversi impianti e problemi di approvvigionamento nel mercato interno dei carburanti.

TAGIKISTAN

Il Tagikistan ha introdotto una nuova normativa che impone a tutti i datori di lavoro di organizzare almeno 20 minuti di attività fisica al giorno per i propri dipendenti. Le relative modifiche sono state apportate al Codice sanitario, e la legge è stata adottata dal parlamento e firmata dal presidente il 17 giugno, come riporta Asia Plus, allo scopo dichiarato dal ministro della giustizia Muzaffar Ašuryon di “prevenire l'obesità e il diabete e a migliorare la salute pubblica”, e l'obbligo si applica a tutte le organizzazioni, indipendentemente dalla proprietà.

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