Fra Libano e Israele primi colloqui diretti: dialogo da militare a politico

Le notizie di oggi: è del migrante thai Suthisak Rintalak il corpo dell’ostaggio rinvenuto a nord di Gaza e restituito ieri dalla Jihad islamica a Israele. Pechino sta dispiegando la più imponente forza navale nell’Asia orientale. Dietrofront di Delhi che cancella l’obbligo di installare una applicazione fornita dallo Stato negli smartphone del Paese. Si conclude senza accordo il nuovo round di colloqui fra Pakistan e Afghanistan.

di Dario Salvi

LIBANO - ISRAELE
Libano e Israele hanno tenuto ieri le prime discussioni dirette guidate da civili in decenni, durante una riunione organizzata da Unifil a Naqoura nell’ambito del meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco del novembre 2024. Il passaggio da un dialogo militare a politico, voluto dal presidente Joseph Aoun, segna una rottura storica per Beirut, che vuole affrontare con lo Stato ebraico questioni politiche e di sicurezza, non solo dossier tecnici. Si apre così la strada dei negoziati diretti, con l’obiettivo di scongiurare una guerra e indebolire l’influenza di Hezbollah in materia di sicurezza allineando il Paese agli sviluppi regionali, in particolare gli Accordi di Abramo.

ISRAELE - GAZA - THAILANDIA
Israele ha identificato il corpo ricevuto tramite la Croce Rossa ieri, confermando che si tratta dei resti del 43enne lavoratore agricolo thai Suthisak Rintalak. Egli era uno degli ultimi due ostaggi deceduti ancora nella Striscia, assieme a quello di Ran Gvili, agente di polizia israeliano di 24 anni, che deve essere ancora riconsegnato. L’ala militare della Jihad islamica palestinese (PIJ) avrebbe trovato il corpo di Rintalak nel nord di Gaza.

CINA

Pechino sta dispiegando la più imponente forza navale nell’Asia orientale, concentrando anche oltre un centinaio di imbarcazioni. Pur in una fase dedicata alle esercitazioni, non vi erano stati annunci di test di larga scala. La decisione potrebbe però essere collegata alle crescenti tensioni diplomatiche con il Giappone, la cui premier Sanae Takaichi si è detta pronta a intervenire in caso di attacco cinese a Taiwan, mentre il leader di Taipei ha disposto lo stanziamento di 40 miliardi di dollari per la difesa. Navi cinesi sono ammassate nelle acque che si estendono dalla parte meridionale del Mar Giallo attraverso il Mar Cinese Orientale, fino al Mar Cinese meridionale. 

INDIA

Il governo indiano ha cancellato ieri l’ordine impartito in precedenza ai produttori di smartphone, che imponeva l’installazione sui nuovi dispositivi di una applicazione statale sulla sicurezza informatica. Il passo indietro è collegato alla protesta di ampie porzioni del Paese, non solo cittadini ma gli stessi politici e aziende tecnologiche globali per il timore di una sorveglianza diffusa.

PAKISTAN - AFGHANISTAN 
Si è concluso senza un accordo il nuovo ciclo di colloqui di pace fra Pakistan e Afghanistan, che aveva come obiettivo quello di mettere fine alle tensioni al confine fra i due Paesi dell’Asia meridionale teatro di recente di gravi violenze. I due fronti hanno acconsentito a prolungare il fragile cessate il fuoco. Le trattative in Arabia Saudita dello scorso fine settimana sono le ultime di una serie ospitate anche da Qatar, Turchia e Arabia Saudita. Gli ultimi colloqui includevano rappresentanti dell’esercito pakistano, dei servizi di intelligence e degli uffici stranieri. Sempre ieri una bomba lungo la strada ha ucciso tre agenti di polizia pakistani vicino al confine afgano.

CAMBOGIA - THAILANDIA
Bangkok ha sequestrato beni per un valore di oltre 300 milioni di dollari, comprese le azioni di una grande società energetica regionale, e ha emesso mandati di arresto per 42 persone in una operazione di alto profilo contro le reti regionali dedite alle truffe. Aree del Sud-est asiatico, comprese le aree di confine tra Thailandia, Myanmar e Cambogia, sono diventate centri per le frodi online, con reti criminali che guadagnano miliardi da complessi illegali in cui le vittime della tratta sono costrette a lavorare. I sequestri e i mandati coinvolgono il magnate cinese-cambogiano Chen Zhi, che guida il Prince Group sanzionato dagli Stati Uniti, e i cambogiani Kok An e Yim Leak.

RUSSIA
Secondo le statistiche di Bloomberg Billionaires Index, il patrimonio complessivo degli uomini più ricchi di Russia è aumentato di 18 miliardi dall’inizio del 2025, raggiungendo la somma di 306,5 miliardi di dollari. La lista che comprende 21 cittadini russi, tra cui i primi tre sono il proprietario di Nornikel, Vladimir Potanin, con quasi 30 miliardi, il principale azionista di Severstal, Aleksej Mordašov con 25 miliardi e il capo di NlmkVladimir Lisin con 22 miliardi.

ARMENIA
Per porre fine alle polemiche interne alla gerarchia ecclesiastica, il patriarca armeno Karekin II ha convocato un sinodo generale dei vescovi della Chiesa apostolica armena per il 4-7 novembre. Una risposta alla dichiarazione firmata da 13 arcivescovi sugli “atti sacrileghi” dell’arcivescovo Aršak Khačatryan, difeso dal katholikos, che avrebbe diffuso sui social dei video di “contenuto indegno” con la partecipazione dello stesso prelato a rapporti osceni.

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