Jakarta (AsiaNews) La conferenza Episcopale dell'Indonesia (KWI) ha deciso di pubblicare una serie di criteri per le scelte elettorali dei cattolici. Alle elezioni dell'anno prossimo i cattolici potranno scegliere candidati di qualunque religione, purché essi siano esenti da accuse di corruzione.
Parlando oggi a conclusione dell'assemblea dei vescovi, il presidente della KWI, card. Julius Darmaatmadja, ha detto che, pur essendo una piccola minoranza nel paese, i cattolici hanno una grande responsabilità nello scegliere candidati ed eleggere un governo "pulito".
"La nostra nazione - ha continuato il cardinale - ha problemi serissimi a causa di avidità e corruzione rampanti". Occorre "fermare questo comportamento e lottare contro l'avidità.
Il card. Darmaatmadja ha detto che la Chiesa sta per pubblicare una guida elettorale in cui raccomanda di eleggere candidati stimati per la loro integrità. Le personalità che i vescovi vogliono sostenere devono essere quelli che promuovono la giustizia sociale, e pongono gli interessi della nazione prima degli interessi propri o di gruppo. Il cardinale ha spiegato: "Non intendo intromettermi nella libertà politica dei cattolici ma come responsabile, voglio promuovere una visione unitaria".
La "guida alle elezioni" sarà pronta a breve e conterrà anche un'analisi dei problemi fondamentali del paese: politica, economia, debito estero, distruzione forestale. Ma il motivo profondo che ha spinto i vescovi a questo passo è l'incremento della corruzione, del nepotismo, della collusione. "La gente che ha in mano il potere, ha detto il cardinale, ha in mano anche il denaro, mentre la gente povera muore sulle strade. Io desidero illuminare la mia comunità sul modo in cui esercitare il loro diritto di voto".
L'Indonesia si prepara alle elezioni parlamentari (il 5 aprile 2004) e a quelle presidenziali (in giugno o nel settembre 2004). Da diversi anni il paese si classifica ai primi posti nella graduatoria si dei paesi più corrotti. Secondo alcuni osservatori, negli ultimi 6 anni la corruzione è divenuta "generale". Anche il mondo musulmano è preoccupato. Un mese fa il Nahdlatul Ulama e la Muhammadiyah le due più grandi organizzazioni musulmane, hanno lanciato una campagna nazionale contro la corruzione. Il card. Darmaatmadja ha elogiato la campagna e ha chiesto ai cattolici di sostenerla. (HM)










