Incidente al largo di Singapore: in mare 400 tonnellate di petrolio

Le notizie di oggi: le pause orarie nei bombardamenti a Gaza annunciate dall'esercito israeliano sono state smentite da Netanyahu. Il premier cinese Li Qiang in visita in Australia. Nel Bengala occidentale lo scontro tra due treni ha causato numerose vittime. La Thailandia verso la legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Seoul vuole rilasciare un visto per la formazione alla "K culture".

SINGAPORE 

Le autorità di Singapore stanno cercando di ripulire una grave fuoriuscita di petrolio che ha annerito la costa meridionale della città-stato, a pochi giorni da un incidente navale. Venerdì scorso, un'imbarcazione battente bandiera olandese si è schiantata contro una nave carboniera di Singapore al largo della nazione. Perforato il serbatoio, almeno la metà del petrolio contenuto, circa 400 tonnellate, è fuoriuscito. I visitatori di alcuni beach club della popolare isola di Sentosa hanno riferito che l'acqua è ancora scura e oleosa.

ISRAELE

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si oppone ai piani annunciati dall'esercito israeliano che prevedevano pause tattiche giornaliere dagli attacchi lungo una delle principali strade di accesso alla Striscia di Gaza, per facilitare la consegna degli aiuti nell'enclave palestinese. Le tregue quotidiane durerebbero dalle 5.00 alle 16.00 nell'area che va dal valico di Karem Abu Salem (Kerem Shalom) alla Salah al-Din Road, e poi verso nord. Si tratta dell'ennesima spaccatura tra il capo del governo e i vertici militari sulla guerra a Gaza.

INDIA

Si teme che numerose persone siano morte e altre rimaste ferite dopo che almeno due scompartimenti posteriori del Kanchanjunga Express diretto a Sealdah sono deragliati oggi intorno alle 8.45 dopo lo scontro con un treno merci avvenuto nei pressi di New Jalpaiguri, nel Bengala occidentale. Il ministro capo Mamata Banerjee, in un post su X, ha dichiarato: "Sono sconvolta nell'apprendere, proprio ora, di un tragico incidente ferroviario, nell'area di Phansidewa, nel distretto di Darjeeling".

THAILANDIA

Il disegno di legge sull'uguaglianza matrimoniale - che consentirà i matrimoni tra persone dello stesso sesso - dovrebbe passare in lettura finale alla Camera alta del Parlamento thailandese domani. Sarà poi inviata al re per l'approvazione ed entrerà in vigore 120 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Reale. La Thailandia diventerebbe il terzo Paese asiatico, dopo Taiwan e Nepal, a legalizzare queste unioni. La nazione è da tempo una destinazione popolare per i viaggiatori LGBTQ+.

CINA - AUSTRALIA

Pechino includerà l'Australia nell'elenco dei Paesi esenti da visto, ha dichiarato il premier Li Qiang in visita ufficiale in Australia. Durante i colloqui alla Parliament House, i due leader hanno accolto con favore l'ulteriore aumento degli scambi interpersonali. Hanno inoltre elogiato l'istaurazione di nuovi accordi per facilitare le relazioni, tra cui l'accesso reciproco a visti multi-ingresso della durata massima di tre o cinque anni per affari, turismo e motivi familiari.

COREA DEL SUD

Quest'anno la Corea inizierà a rilasciare in via sperimentale un visto di formazione alla "K culture" per gli stranieri e prenderà in considerazione l'introduzione di un nuovo visto di lavoro, con l'obiettivo di attirare un maggior numero di turisti dall'estero. Secondo il piano, il nuovo visto sarà disponibile per coloro che vogliono visitare il Paese per partecipare a programmi di formazione sul K-pop, sulla coreografia e su altri settori culturali.

RUSSIA

Gli oppositori russi all’estero Mikhail Khodorkovskij e Garri Kasparov hanno diffuso un appello a tutti i russi filo-occidentali per “la creazione di una comunità unita, armoniosa ed efficace”, firmando la Dichiarazione di Berlino per una “Russia libera, giusta e federativa”, per cui verrà concesso il passaporto con la “cittadinanza della Libera Russia” e con esso sarà possibile recarsi in qualunque Paese del mondo che sostiene la “resistenza al putinismo”.

ARMENIA

Il leader dell’opposizione armena, l’arcivescovo Bagrat Galstanyan, ha invitato a riorganizzare le manifestazioni di piazza, togliendo le tende disposte sulle strade e riunendosi nuovamente la sera del 17 giugno sul prospekt Bagramyan di Erevan, spiegando che “il movimento deve diventare più ampio e determinato a raggiungere la vittoria e il cambio di regime”.

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