Manila (AsiaNews) Il Segretariato nazionale per l'azione sociale, la giustizia e la pace (Nassa), della Conferenza Episcopale delle Filippine, sta intensificando la campagna d'istruzione degli elettori con il programma "Essere selettivi verso chi si vota", che si può scaricare nel sito www.nassa.org.ph.
Nell'ambito del programma, è possibile usare il cellulare, il più veloce e popolare mezzo di comunicazione, per richiedere informazioni sulla posizione dei candidati alle elezioni in merito a corruzione, pena di morte, ambiente, globalizzazione, aborto, mandando SMS.
Il Centro per il giornalismo investigativo delle Filippine (PCIJ) ha rilanciato il proprio sito che contiene informazioni su politica e governo del paese e su beni, famiglie, interessi economici e attività politica dei candidati. Nel sito www.i-site.ph si trovano notizie sul corso delle elezioni e sui candidati a livello locale e nazionale, compresi quelli che concorrono alla presidenza.
Il PCIJ - fondato nel 1989 ha contribuito a destituire l'ex presidente Joseph Estrada, pubblicando alcuni articoli sui numerosi appartamenti che aveva costruito per la sua famiglia e le sue amanti.
Contrariamente a quanto in genere si crede - che i poveri votano le celebrità e vendono perfino i loro voti - il 26 aprile PCIJ ha pubblicato un dossier, diviso in 2 parti, che descrive le caratteristiche del cosiddetto "voto dei poveri". I poveri considerano istruzione, esperienza e programmi politici tra i criteri più importanti per scegliere i candidati. "I poveri non necessariamente preferiscono le celebrità", si dice nel reportage.
La prima parte del dossier si basa su uno studio dell'Istituto della cultura filippina dell'Università di Manila, secondo il quale le fonti d'informazione dei poveri sono i media "che non sempre danno un quadro completo e accurato delle qualifiche dei candidati" - , e poi la famiglia e la Chiesa.
La seconda parte si sofferma sulla più grande baraccopoli di Manila, Payatas, che conta 80 mila abitanti che vivono facendo gli spazzini, ma guardano ancora al futuro con speranza: "essi riescono a essere ottimisti, malgrado abbiano di fronte ogni giorno mucchi d'immondizia: sanno che il cambiamento è possibile", afferma il dossier. (S.E.)










