Leone XIV all'Università La Sapienza di Roma: 'Studiate, coltivate, custodite la giustizia'

Visita del papa all'ateneo più grande d'Europa. Agli studenti: "Siamo desiderio, non un algoritmo". Ai docenti: "Insegnare forma di carità come soccorrere migrante in mare". Ricordo di un mondo "storpiato dalle guerre": "Non si chiami 'difesa' un riarmo che aumenta tensioni". Condannata la "disumana evoluzione" delle tecnologie nei conflitti. Sapere serva "a discernere chi si è".

Roma (AsiaNews) - Le giovani persone che attraversano ogni giorno l’imponente città universitaria dell'Università Sapienza di Roma - il più grande ateneo d’Europa per numero di studenti - trascinano con sé un’“inquietudine”, che dà vita a “sentimenti contrastanti”: la speranza in un futuro “ancora da scrivere”, accesa dalla “giovinezza”, e un malessere causato da un “sistema distorto, che riduce le persone a numeri”. Stamane Leone XIV ha visitato l’istituzione fondata da Bonifacio VIII nel 1303. Prima di Prevost vi fece visita Paolo VI nel 1964; vi fu poi la rinuncia di Benedetto XVI nel 2008, dopo l’opposizione di un gruppo di docenti di fisica, in un caso che fu molto discusso.

Leone XIV ha parlato a tutto il corpo accademico, dapprima a braccio, nella Cappella della Divina Sapienza, luogo di fede e spiritualità tra le facoltà - “Chi studia, chi cerca la verità, alla fine cerca Dio, incontrerà Dio, troverà Dio”, ha affermato all’arrivo. Poi, in Aula Magna, di fronte alle autorità e alle rappresentanze. È a studenti e studentesse che ha rivolto le parole più profonde. Ricordando che “molti giovani stanno male”, a causa di “ricatto delle aspettative”, “pressione delle prestazioni” e una “competitività” esasperata, che alimentano “spirali d’ansia”. Da tale malessere scaturisce una domanda: “Chi sei?”. “Siamo i nostri legami, il nostro linguaggio, la nostra cultura”. “Siamo un desiderio, non un algoritmo!”, ha detto agli studenti. 

Alle 10:17 Leone XIV è sceso dall’auto che l’ha condotto dal Vaticano al complesso universitario, accolto dalla rettrice Antonella Polimeni, prima donna a guidare l’ateneo romano dal 2020, e dal cappellano, don Gabriele Vecchione. Dopo aver sostato in preghiera nella Cappella è stato condotto al Rettorato. Ad accogliere il papa nelle strade della città universitaria c'era la stampa - presente anche AsiaNews - e la comunità accademica; nell’attesa si studiava, leggeva, evidenziavano appunti: come quella fosse solo una temporanea pausa dai doveri universitari. 

Sul palco dell’Aula Magna Leone XIV ha letto il discorso principale. A partire dalla riflessione sul malessere giovanile, ha rivolto una domanda anche alle persone adulte: “Che mondo stiamo lasciando?”. La risposta è lapidaria: “Un mondo purtroppo storpiato dalle guerre e dalle parole di guerra”. Che causa un “inquinamento della ragione”. Allora, alla “semplificazione” bisogna opporre la “cura per la complessità e il saggio esercizio della memoria”. A partire dal “dramma” del Novecento, Prevost ha ricordato il grido dei predecessori: “Mai più la guerra!”. Auspicando una “alleanza spirituale” col “senso di giustizia” dei giovani, con la loro “vocazione a non chiudersi tra ideologie e confini nazionali”. 

Il papa ha poi ricordato la “enorme” spesa militare globale, “in particolare in Europa”, dell’ultimo anno. “Non si chiami ‘difesa’ un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune”, ha detto. Chiedendo di “vigilare sullo sviluppo e l’applicazione delle intelligenze artificiali in ambito militare e civile”, perché capaci di peggiorare “la tragicità dei conflitti”: in Ucraina, Gaza, Palestina, Libano, Iran c’è una “disumana evoluzione del rapporto fra guerra e nuove tecnologie in una spirale di annientamento”.

Di Gaza il pontefice aveva già parlato all’inizio del discorso, ricordando una convenzione tra la diocesi di Roma e l’Università Sapienza per l’istituzione di un corridoio umanitario universitario dall’enclave palestinese. Anche la rettrice Polimeni ha raccontato dei primi studenti giunti a Roma dalla Striscia. Entrambi gli interventi sono stati accolti dalla platea da un lungo applauso. Sul riarmo, il papa ha aggiunto: “Lo studio, la ricerca, gli investimenti vadano nella direzione opposta: siano un radicale ‘sì’ alla vita! Sì alla vita innocente, sì alla vita giovane, sì alla vita dei popoli che invocano pace e giustizia”. Ancora applausi levati dalla platea.

“Oggi, proprio l’implosione di un paradigma possessivo e consumistico libera il campo al nuovo che già germoglia: studiate, coltivate, custodite la giustizia! Insieme a me e a tanti fratelli e sorelle, siate artigiani della pace vera: pace disarmata e disarmante, umile e perseverante, lavorando alla concordia tra i popoli e alla custodia della Terra”, ha detto il papa in Aula Magna.

Poi, rivolgendosi ai docenti, ha affermato: “Insegnare è una forma di carità quanto deve esserlo soccorrere un migrante in mare, un povero per la strada, una coscienza disperata”. Invitandoli a  “coltivare un proficuo contatto con le menti e i cuori dei giovani: si tratta di una responsabilità esigente, certo, ma entusiasmante”. E domandarsi spesso: “Ho fiducia in loro?”. “Si tratta di amare sempre e comunque la vita umana, di stimarne le possibilità, così da parlare al cuore dei giovani”. E ancora: “Il sapere, infatti, non serve solo a raggiungere scopi lavorativi, ma a discernere chi si è”.

Infine, Leone XIV ha parlato dell’ecologia come “fronte d’impegno comune”. Ricordando l’enciclica di papa Francesco Laudato si’ del 2015, che parla di “consenso scientifico molto consistente” a dimostrazione del “preoccupante” riscaldamento globale. “Da allora è trascorso oltre un decennio e, al di là dei buoni propositi e di alcuni sforzi orientati in tale direzione, la situazione non sembra essere migliorata”, ha detto. “In questo scenario incoraggio soprattutto voi, cari giovani, a non cedere alla rassegnazione, trasformando invece l’inquietudine in profezia”.

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
P.I.M.E. Centro Missionario
Agenzia Fides
P.I.M.E. Brasil
Radio Mondo
Mondo e Missione
P.I.M.E. U.S.A.
TV 2000