Leone XIV: 'Tutti i bambini del mondo possano vivere nella pace'

Oggi, quarta domenica di Avvento, Prevost dopo l'Angelus ha benedetto i bambinelli portati dai giovani di Roma. La statuine andranno in case, scuole e oratori: "Davanti al presepe pregate Gesù anche per le intenzioni del papa". Sul Vangelo del giorno: "Giuseppe uomo fragile e fallibile, come noi". Ma "coraggioso e forte nella fede".

Città del Vaticano (AsiaNews) - Piazza San Pietro è addobbata in vista del Santo Natale. L’albero illuminato svetta tra la folla di fedeli raccolti per assistere all’Angelus di Leone XIV. Tra loro, i giovani di Roma giunti per la consueta benedizione dei bambinelli. Il papa si è affacciato alle 12 di oggi, quarta domenica di Avvento, alla finestra del Palazzo Apostolico. Il suo saluto “speciale” è per bambini e ragazzi presenti, per l'evento organizzato dal Centro Oratori Romani. 

"Benedico di cuore tutti i bambinelli", ha affermato dopo la preghiera mariana. "Tutte le espressioni della nostra fede nel bambino Gesù", ha aggiunto a braccio, guardando la folla. "Cari ragazzi, davanti al presepe pregate Gesù, anche per le intenzioni del papa. In particolare, preghiamo insieme perché tutti i bambini del mondo possano vivere nella pace. Vi ringrazio di cuore". Il pontefice ha rivolto un saluto anche a un gruppo di insegnanti dell’istituto “Our Lady's College” di Hong Kong. 

È una “pagina molto bella della storia della salvezza” quella che oggi offre l’evangelista Matteo (Mt 1,18-24). In essa si medita la figura di San Giuseppe, presentando nel momento in cui Dio gli comunica in sogno la sua missione. Il protagonista del brano odierno del Vangelo è un "uomo giusto". "Un uomo fragile e fallibile, come noi, e al tempo stesso coraggioso e forte nella fede”, ha detto papa Leone XIV prima dell'Angelus, commentando la Parola del giorno.

Ma, oltreché per il suo coraggio, Giuseppe è presentato anche “come una persona estremamente sensibile e umana”. “Lo vediamo quando, prima ancora che l’Angelo gli riveli il mistero che si sta compiendo in Maria, di fronte a una situazione difficile da comprendere e da accettare, egli non sceglie, nei confronti della sua futura sposa, la via dello scandalo e della pubblica condanna, ma quella discreta e benevola del ripudio segreto”, ha affermato. “E così mostra di cogliere il senso più profondo della sua stessa osservanza religiosa: quello della misericordia”, ha aggiunto. 

Nei sentimenti di Giuseppe vi soni “purezza” e “nobiltà”, che emergono quando Dio rivela il suo piano, “essere lo sposo della Vergine Madre del Messia”. “Con un grande atto di fede, lascia anche l’ultima spiaggia delle sue sicurezze e prende il largo verso un futuro che è ormai totalmente nelle mani di Dio”, ha detto il papa. 

Le virtù proprie dello sposo di Maria sono le seguenti: “Pietà e carità, misericordia e abbandono”. Esse possono accompagnare ogni persona “in questi ultimi giorni di Avvento, verso il Santo Natale”. “Sono atteggiamenti importanti, che educano il cuore all’incontro con Cristo e con i fratelli, e che possono aiutarci ad essere, gli uni per gli altri, presepe accogliente, casa ospitale, segno della presenza di Dio”, ha aggiunto. “Non perdiamo occasione per praticarli: perdonando, incoraggiando, dando un po’ di speranza alle persone con cui viviamo e a quelle che incontriamo; e rinnovando nella preghiera il nostro filiale abbandono al Signore".

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