Libertà su internet: il Vietnam è il 5° Paese peggiore al mondo

Le altre notizie del giorno: da marzo 152 grandi città in Cina hanno adottato lockdown integrali. Inflazione in Giappone ai massimi da tre anni. India: Modi promette un milione di nuovi posti governativi di lavoro. Ucciso un 19enne palestinese in scontri con esercito israeliano. Fuoriusciti russi alimentano boom economico in Armenia.

di Emanuele Scimia

VIETNAM

Il Vietnam è il 5° Paese peggiore al mondo per la libertà su internet. È quanto emerge da uno studio di Freedom House. In questa speciale classifica è preceduto da Cina, Myanmar, Iran e Cuba.

CINA

Una analisi della Bbc rivela che da marzo le autorità cinesi hanno messo in lockdown integrale per il Covid-19 152 grandi città, per un totale di 280 milioni di persone. Le restrizioni in 114 di questi centri sono imposte però da agosto, al ridosso del 20° Congresso del Partito comunista cinese, in corso questi giorni.

GIAPPONE

L’economia nipponica è in difficoltà. L’inflazione raggiunge il 3%, suo massimo in otto anni, mentre lo yen tocca il livello più basso da 32 anni (ce ne vogliono più di 150 per acquistare un dollaro). A differenza di tutte le banche centrali dei Paesi avanzati, quella giapponese per il momento non intende alzare i tassi d’interesse per contenere l’impennata dei prezzi.

INDIA

Alla vigilia delle elezioni in diversi Stati della federazione, Narendra Modi ha promesso un milione di nuovi posti di lavoro nelle strutture governative. Il premier nazionalista indù è criticato con forza dalle opposizioni per l’elevato livello della disoccupazione, stabile intorno al 7% da mesi.

ISRAELE-PALESTINA

Soldati israeliani hanno ucciso un 19enne palestinese a colpi d’arma da fuoco durante un raid a Jenin, nella West Bank. Lo dichiara il ministero palestinese della Salute. Con 120 palestinesi morti, quest’anno è il più sanguinoso dal 2015 negli scontri con le Forze di sicurezza israeliane.

RUSSIA

Secondo il 31% dei russi, la Chiesa ortodossa è troppo attiva nelle questioni politiche nazionali. Lo rivela un sondaggio del Centro russo per l’opinione pubblica (Vtsiom). Il 58% ritiene opportuna l’espressione pubblica delle sue posizioni riguardo alla vita della società: si precisa però che secondo il 41% questo dovrebbe riguardare solo “la sfera spirituale”.

ARMENIA

Gli economisti armeni si attendono un “miracolo economico” grazie all’arrivo di tantissimi russi in fuga dalla mobilitazione militare. Lo ha detto il presidente della Banca centrale di Erevan, Martin Galstyan, che prevede una crescita del 13% del Pil per il 2022, rispetto al 5-7% pronosticato a inizio anno.

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