Mubarak responsabile degli 846 uccisi a piazza Tahrir

Un rapporto della commissione di inchiesta prova che l’ex presidente ha ordinato agli agenti di sparare sulla folla per reprimere la rivolta la pacifica. Utilizzati anche cecchini per uccidere poliziotti e funzionari schierati con i manifestanti.

Il Cairo (AsiaNews) – Hosni Mubarak è responsabile della morte di 846 civili uccisi durante le manifestazioni anti-regime avvenute lo scorso febbraio in piazza Tahrir. E’ quanto emerge dal rapporto pubblicato ieri dalla commissione d’inchiesta che indaga sulle violenze avvenute durante la rivoluzione dei Gelsomini. L’ex presidente ha dato ordine di sparare sulla folla e ordinato di uccidere chi documentava le violenze.

Secondo il documento, gli agenti del regime hanno sparato contro la folla, mirando soprattutto a  coloro che tentavano di filmare gli eventi dai loro balconi  e tentato di schiacciare i manifestanti con i blindati, cavalli e cammelli. Il regime avrebbe fatto ricorso ai cecchini per colpire  i rivoltosi come dimostrano le ferite d’arma da fuoco alla testa e al petto trovate sui corpi delle vittime.   

J. Marwan Omar, segretario generale della commissione, afferma che “per usare munizioni contro i manifestanti è necessario ottenere l'approvazione preventiva del presidente”. Omar sottolinea che  le manifestazioni  sono durate diversi giorni e quindi l’ordine di sparare sulla folla era già stato dato in precedenza. Il giudice conferma che gli autori sono stati identificati e ora dovranno rispondere delle violenze.  

A tutt’oggi, per la repressione violenta delle manifestazioni di piazza Tahrir  sono sotto processo:  Mubarak , i suoi due figli, l’ex ministro degli Interni Habib el-Adli e oltre dieci fra funzionari di polizia e membri del National Democratic Party (Ndp), partito dell’ex presidente.  

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