Padre Phan Van Tuyen, esempio per i sacerdoti vietnamiti di oggi

Ingiustamente accusato di aiutare, nel 1947, le truppe francesi, fu ucciso dai comunisti del Viet Minh. Nel contesto della società attuale, i sacerdoti debbono tenere gli occhi aperti e pregare. E non essere mai al servizio di “due padroni”.

di Thanh Thuy

Ho Chi Minh City (AsiaNews) - Il Giubileo della Chiesa vietnamita si aprirà il 24 novembre, alla vigilia del giorno nel quale si ricordano i 117 martiri di questo Paese, elevati agli altari da Giovanni Paolo II. Ma ci sono migliaia di altre persone, in Vietnam, che hanno pagato con la vita la loro fedeltà alla Chiesa e l’amore per il prossimo. Come padre Philipphe Phan Van Tuyen.

 

Era nato nel 1913 nel distretto di Cai Mon, provincia di Ben Tre, in una famiglia virtuosa, discendente da san Philipphe Phan Van Minh (1815-1853). Suo padre si chiamava Matthew Phan Van Tri e sua madre Anna Nguyen Thi Quoc.

 

A 13 anni entrò nel seminario minore di St. Joseph, a Saigon, e 14 anni dopo fu ordinato sacerdote, il 21 settembre 1940. Ritornò quindi nella diocesi di Vinh Long, come viceparroco di Giong  Mieu, dove restò fino al 1947.

 

In quel periodo, si combatteva duramente e la gente era gravemente colpita dalla guerra. Si viveva sempre nella paura e nell’ansia. Nel 1946, quando il conflitto tra la Francia e Viet Minh cresceva di intensità, padre Philippe chiese al vescovo di Vinh Long di prendere un periodo temporaneo di riposo in famiglia, per evitare la difficile situazione.

 

Cnque mesi dopo, in obbedienza al vescovo, tornò in parrocchia. Era la primavera del 1947 e qualcuno che odiava i cattolici e padre Philippe disse falsamente che il sacerdote lavorava per le truppe francesi.

 

In una buia notte di luglio, un “gruppo armato” penetrò in parrocchia, lo colpì a morte e lo seppellì. Il giorno dopo, la gente della parrocchia non udì suonare la campana della chiesa come d’abitudine, né riuscirono a trovare il loro sacerdote.

 

Qualche giorno più tardi i parrocchiani scoprirono il corpo del loro sacerdote. Sapevano solo che era stato sepolto nella zona, ma nessuno ricordava il luogo esatto, dal momento che, allora, la situazione della parrocchia era davvero difficile e il Partito comunista Viet Minh era molto rigido verso la religione. Così nessuno ebbe il coraggio di parlare del delitto.

 

Padre Philippe resta un buon esempio. Specialmente in questo Anno sacerdotale, quando, al termine di ogni messa, si prega per i preti, chiedendo a Dio di preservarli e proteggerli e aiutarli a superare le tentazioni della vita. Nel contesto della società attuale, i sacerdoti debbono tenere gli occhi aperti e pregare. E non essere mai al servizio di “due padroni”.

 

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