Papa: il cristianesimo ha preservato l’Europa da nichilismo e fondamentalismo

Ripercorrendo le tape del viaggio in Austria, Benedetto XVI torna ad incoraggiare l’edificazione dell’unità del Vecchio continente, anche sulla base delle sue tradizioni cristiane. La domenica è “giorno del Signore” e non può essere “ridotta a interessi mondani o commerciali”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – La domenica è “giorno del Signore” e non deve essere solo “occasione per interessi mondani o commerciali” e l’Europa non deve abbandonare la sua tradizione, che comprende il cristianesimo, che la ha permesso di preservare le coscienze da derive nichiliste e fondamentaliste.

 

I due temi che sono stati tra quelli centrali dell’appena concluso viaggio di Benedetto XVI in Austria, “Paese che mi è caro”, sono stati riproposti oggi dal Papa che, nel discorso per l’udienza generale a ripercorso le tappe della visita, terminata domenica scorsa.

 

Così, ricordando gli incontri con i diplomatici e le autorità statali di un Paese “importante nella politica internazionale”, Benedetto XVI è tornato ad incoraggiare il processo di unificazione dell’Europa, “sulla base di valori ispirati al comune patrimonio cristiano”. “Come dimenticare - ha aggiunto - che l'Europa e portatrice di una tradizione di pensiero che tiene legati fede, ragione e sentimento? Illustri filosofi, anche indipendentemente dalla fede, hanno riconosciuto il ruolo centrale svolto dal cristianesimo per preservare la coscienza moderna da derive nichilistiche o fondamentalistiche”.

 

L’altro tema che, già durante il viaggio, è stato al centro dell’attenzione è stata l’esortazione a mantenere il valore della domenica. “Ho voluto approfondire – ha detto oggi - il valore e il significato della domenica”. Ripetendo la frase dei martiri “senza la domenica non possiamo vivere”, il Papa ha definito “il giorno del Signore” come” un giorno che dà senso al lavoro e al riposo, attualizza il significato della redenzione e della creazione, esprime il valore della libertà e del servizio al prossimo. Se le popolazioni di antica civiltà cristiana abbandonano questosignificato e lasciano che la domenica si riduca a week-end o ad occasione per interessi mondani o commerciali vuol dire che hanno deciso di rinunciare alla loro cultura”.

 

Un ultimo ricordo, infine, per l’incontro con gli esponenti del volontariato, che “non è soltanto un fare, è prima di tutto un modo di essere che parte dal cuore, un atteggiamento di gratitudine verso la vita che spinge a condividere con il prossimo i doni ricevuti”. E’ un’azione che “non va visto come intervento tappabuchi verso lo Stato e le istituzioni, ma come intervento necessario per promuovere attenzione verso gli ultimi”.

 

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