Papa: la fede non è ricca di concetti, ma di fatti

Commentando all'Angelus il brano di Vangelo della Cananea che riesce a far cambiare i piani di Gesù, Francesco ha ricordato che "Dio non resiste quando è pregato, perché l'amore è così". Appello per la pace nel Niger e nella regione del Sahel, ricordando anche l'Ucraina "che da tanto tempo soffre".

VATICANO

Papa: la fede non è ricca di concetti, ma di fatti

Città del Vaticano (AsiaNews) - “Dio non resiste quando è pregato” con la forza di una fede che “non è ricca di concetti, ma di fatti”. Lo ha detto oggi papa Francesco rivolgendosi ai fedeli riuniti in piazza San Pietro per l’appuntamento domenicale della preghiera dell’Angelus.

Commentando il brano di Vangelo, in cui la Cananea convince Gesù ad esaudire la sua preghiera nonostante l’iniziale obiezione del maestro per il suo essere straniera (Mt. 15,21-28), Francesco ha invitato a soffermarsi sulla “forza della fede di quella donna” che porta a un cambiamento in Gesù.
Gesù “di fronte alla preghiera della donna ‘anticipa i piani’”. “Dio è così – ha commentato papa Francesco - è amore, e chi ama non resta rigido sulle proprie posizioni, ma si lascia smuovere e commuovere; sa cambiare i suoi programmi”. Ma anche noi cristiani, “se vogliamo imitare Cristo, siamo invitati alla disponibilità del cambiamento, intenerirci in nome della compassione e del bene altrui”.

Gesù definisce come “grande” la fede della Cananea e non solo la sua insistenza, come dicevano gli apostoli. “Se ci pensiamo - ha commentato il pontefice - quella donna straniera probabilmente conosceva poco, o per nulla, le leggi e i precetti religiosi di Israele”. La sua fede “non è ricca di concetti, ma di fatti: si avvicina, si prostra, insiste, intrattiene un dialogo serrato con Gesù, supera ogni ostacolo pur di parlargli”. “Quante volte si cade nella tentazione di confondere la fede con un’etichetta - ha aggiunto -. La fede della donna non è fatta di galateo teologico, ma di insistenza; non di parole, ma di preghiera”.

Di qui l’invito ai fedeli a domandarsi: “Io sono capace di cambiare opinione? So essere comprensivo e compassionevole o rimango rigido sulle mie posizioni?  E a partire dalla fede della donna: com’è la mia fede? So dialogare con il Signore, insistere con Lui, o mi accontento di recitare qualche bella formula? La Madonna - ha concluso - ci renda disponibili al bene e concreti nella fede”.

Al termine della preghiera papa Francesco ha rivolto un appello per le gravi tensioni che in Africa scuotono il Niger e tutto il Sahel. “Mi unisco all’appello dei vescovi in favore della pace nel Paese e della stabilità nella regione”, ha detto il pontefice invitando a sostenere con la preghiera “gli sforzi della comunità internazionale per trovare al più presto una soluzione pacifica per il bene di tutti”. “Chiediamo la pace per tutte le popolazioni ferite da guerre e violenze - ha aggiunto Francesco - soprattutto per l’Ucraina che da tanto tempo soffre”.

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