Papa: la vicinanza di Dio non è fisica o temporale, ma “di amore”

Benedetto XVI benedice i “bambinelli” del presepe, portati dai ragazzi romani ed invita a pregare: Apri il nostro cuore, / affinché sappiamo ricevere Gesù nella gioia, / fare sempre ciò che egli chiede / e vederlo in tutti quelli / che hanno bisogno del nostro amore.

Città del Vaticano (AsiaNews) – La “vicinanza” di Dio, della quale si parla nella messa di oggi, non è fisica o temporale, non indica l’approssimari della fine del mondo, ma è una vicnanza “di amore: l’amore avvicina”. L’avvicinarsi del Natale, indicato anche dal grande albero eretto in piazza San Pietro, accanto al presepe in allestimento, e i “Bambinelli” che per tradizione i bambini romani portano in questa domenica in piazza San Pietro per farli benedire dal papa hanno spinto Benedetto XVI a pregare, all’Angelus, perché “Gesù, che nascendo porta agli uomini la benedizione di Dio, sia accolto con amore in tutte le case di Roma e del mondo”.

 

Ragazzi con le statuine di Gesù bambino (nella foto) protagonisti, dunque, oggi in piazza San Pietro. A loro il Papa ha chiesto di unirsi alla sua preghiera “affinché sappiamo ricevere Gesù nella gioia”. Gioia alla quale è particolarmente dedicata questa domenica, detta “Domenica gaudete”, “siate lieti”, perché durante la messa si “riprende un’espressione di san Paolo nella Lettera ai Filippesi che così dice: “Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti”. E subito dopo aggiunge la motivazione: “Il Signore è vicino” (Fil 4,4-5). Ecco la ragione della gioia. Ma che cosa significa che “il Signore è vicino”? In che senso dobbiamo intendere questa “vicinanza” di Dio? L’apostolo Paolo, scrivendo ai cristiani di Filippi, pensa evidentemente al ritorno di Cristo, e li invita a rallegrarsi perché esso è sicuro. Tuttavia, lo stesso san Paolo, nella sua Lettera ai Tessalonicesi, avverte che nessuno può conoscere il momento della venuta del Signore (cfr 1 Ts 5,1-2) e mette in guardia da ogni allarmismo, quasi che il ritorno di Cristo fosse imminente (cfr 2 Ts 2,1-2). Così, già allora, la Chiesa, illuminata dallo Spirito Santo, comprendeva sempre meglio che la “vicinanza” di Dio non è una questione di spazio e di tempo, bensì una questione di amore: l’amore avvicina! Il prossimo Natale verrà a ricordarci questa verità fondamentale della nostra fede e, dinanzi al Presepe, potremo assaporare la letizia cristiana, contemplando nel neonato Gesù il volto del Dio che per amore si è fatto a noi vicino”.

 

“In questa luce – ha detto ancora -  è per me un vero piacere rinnovare la bella tradizione della benedizione dei “Bambinelli”, le statuette di Gesù Bambino da deporre nel presepe. Mi rivolgo in particolare a voi, cari ragazzi e ragazze di Roma, venuti stamattina con i vostri “Bambinelli”, che ora benedico. Vi invito a unirvi a me seguendo attentamente questa preghiera: Dio, nostro Padre, / tu hai tanto amato gli uomini / da mandare a noi il tuo unico Figlio Gesù, / nato dalla Vergine Maria, / per salvarci e ricondurci a te. / Ti preghiamo, perché con la tua benedizione / queste immagini di Gesù, che sta per venire tra noi, / siano, nelle nostre case, / segno della tua presenza e del tuo amore. / Padre buono, / dona la tua benedizione anche a noi, / ai nostri genitori, alle nostre famiglie e ai nostri amici. / Apri il nostro cuore, /  affinché sappiamo ricevere Gesù nella gioia, / fare sempre ciò che egli chiede / e vederlo in tutti quelli / che hanno bisogno del nostro amore. / Te lo chiediamo nel nome di Gesù, / tuo amato Figlio, che viene per dare al mondo la pace. / Egli vive e regna nei secoli dei secoli. / Amen.”

 

FOTO: credit CPP

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