Papa: Pentecoste, nasce la Chiesa del Credo, missionaria e “romana”

Con la discesa dello Spirito su Maria e gli apostoli, emerge la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. Benedetto XVI aggiunge che la Chiesa è missionaria e “romana”, cioè “fedele alle origini” e capace di abbracciare tutti i popoli. Presenti in piazza bande musicali dal Nord Europa.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Una piccola catechesi sulle note caratteristiche della Chiesa, come le si recita nel Credo, è stata offerta da Benedetto XVI con le parole che precedono la preghiera del Regina Caeli, davanti a decine di migliaia di pellegrini radunati in piazza san Pietro.

Ricordando la festa di oggi, la Pentecoste, in cui si commemora la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli riuniti nel Cenacolo, il papa ha detto che con questo avvenimento “la Chiesa ebbe il suo solenne inizio”.

“In questo straordinario avvenimento – ha continuato - troviamo le note essenziali e qualificanti della Chiesa: la Chiesa è una, come la comunità di Pentecoste, che era unita nella preghiera e ‘concorde’: ‘aveva un cuore solo e un’anima sola’ (At 4,32). La Chiesa è santa, non per i suoi meriti, ma perché, animata dallo Spirito Santo, tiene fisso lo sguardo su Cristo, per diventare conforme a Lui e al suo amore. La Chiesa è cattolica, perché il Vangelo è destinato a tutti i popoli e per questo, già all’inizio, lo Spirito Santo fa sì che essa parli tutte le lingue. La Chiesa è apostolica, perché, edificata sopra il fondamento degli Apostoli, custodisce fedelmente il loro insegnamento attraverso la catena ininterrotta della successione episcopale”.

Proprio il carattere “cattolico”, capace di incontrare tutti i popoli in tutte le lingue, la rende “missionaria”. “La Chiesa  - ha aggiunto il pontefice - è per sua natura missionaria, e dal giorno di Pentecoste lo Spirito Santo non cessa di spingerla sulle strade del mondo, fino agli estremi confini della terra e fino alla fine dei tempi”

Il papa ha aggiunto un’altra “nota essenziale”: quella di essere “romana”, non tanto come una rivendicazione locale limitante, ma come espressione di cattolicità e missionarietà: “Nel Libro degli Atti - ha spiegato il papa - … si descrive il passaggio del Vangelo dagli Ebrei ai pagani, da Gerusalemme a Roma. Roma sta ad indicare il mondo dei pagani, e così tutti i popoli che sono al di fuori dell’antico popolo di Dio. In effetti, gli Atti si concludono con l’arrivo del Vangelo a Roma. Si può allora dire che Roma è il nome concreto della cattolicità e della missionarietà, esprime la fedeltà alle origini, alla Chiesa di tutti i tempi, a una Chiesa che parla tutte le lingue e va incontro a tutte le culture”.

Dopo la preghiera mariana, Benedetto XVI ha salutato in varie lingue i pellegrini. Fra essi erano presenti varie bande musicali da Germania, Austria e Svizzera, che hanno suonato alcuni inni sacri della tradizione tedesca.

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