Premio Magsaysay: i 6 Nobel asiatici contro la povertà e per i diritti umani

Premio Magsaysay: i 6 Nobel asiatici contro la povertà e per i diritti umani

Manila (AsiaNews/Ucan) - Sei asiatici sono stati insigniti del Premio Ramon Magsaysay, istituito dalla medesima Fondazione e conosciuto come "il Nobel asiatico". I sei cittadini si sono distinti per la loro opera sociale, per la lotta alla povertà e contro modelli di sviluppo carenti, per la promozione di diritti umani.

I premi, consegnati il 31 agosto, sono andati all'indonesiano Teten Masduki, a Matiur Rahman, giornalista del Bagladesh, al medico indiano V. Shanta, al laotiano Sombath Somphone, al senatore tailandese Jon Ungphakorn, ed alla sudcoreana Yoon Hye-ran.

Masduki ha fondato e dirige l'"Indonesia corruption watch", un'organizzazione che vigila su casi di corruzione e nepotismo negli ambienti governativi. Al momento dell'accettazione del premio, Masduki ha dichiarato che non può rimanere in silenzio mentre la popolazione "soffre a causa degli abusi di potere", dedicando il premio agli "indonesiani che con coraggio lottano contro gli abusi di potere".

Il premio per il giornalismo è stato assegnato a Rahman per la campagna giornalistica contro l'uso di acidi che provoca  molte vittime: "circa trecento persone perdono ogni anno le loro sembianze naturali". Rahman ha condotto la sua crociata sul quotidiano "Prothom alo", "prima luce", da lui fondato e che dal 1998 è il più letto in Bangladesh con una tiratura di 2 milioni di copie. Il giornalista ha inoltre dichiarato di voler devolvere il premio in denaro pari a circa 50 mila dollari Usa alla fondazione del quotidiano che aiuta gli sfigurati dall'uso di acido e per le sue campagne a favore dei giornalisti vittime di persecuzione politica, contro il traffico illegale di stupefacenti, e per informare sui rischi del virus HIV in Bangladesh.

Premiata anche la dottoressa indiana Shanta, capo dell'istituto per la ricerca sul cancro a Chennai, che offre al 60% dei suoi clienti servizi gratis o sovvenzionati. Il centro è stato definito come "eccellente per lo studio sul trattamento del cancro". Alla cerimonia la 78enne dottoressa ha dichiarato: "non consideriamo noi stessi come semplice individui, ma come appartenenti a una missione che supera la geografia, la razza e la religione…. I successi e i fallimenti ci interessano solo se riguardano la nostra missione".

Il laotiano Sombath, 54 anni, ha fondato e dirige un centro di agricoltura integrata basato sul riso. Il centro è l'unica organizzazione di questo tipo presente e riconosciuta nel paese, e dà lavoro a centinaia di operai che operano in condizioni ambientali favorevoli. Nel suo discorso di accettazione Sombath ha criticato i modelli di sviluppo economico adottati dai paesi asiatici, elogiando invece i metodi tradizionali locali. "Il Laos ha una gioventù vibrante che è ancora relativamente non toccata dalla commercializzazione e dall'insano consumismo". Secondo Sombath il Laos non deve tradire la "preziosa eredità adottando modelli di sviluppo che enfatizzano la crescita economica a danno di una inquinamento sociale ed ambientale".

Jon è stato invece premiato per i suoi sforzi per migliorare le condizioni dei musulmani nel sud della Thailandia. Il 58enne senatore ha dedicato il premio a Somchai Nilapaijit ed alla sua famiglia. Somchai, presidente dell'Associazione avvocati musulmani thailandesi, è stato rapito a Bangkok il 12 marzo 2004 mentre, stando alle dichiarazioni di Jon, stava premendo affinché il senato aprisse una commissione per investigare sul caso di tre mussulmani torturati e costretti a rilasciare false testimonianze. "L'attuale costituzione del mio paese garantisce i diritti civili e libertà al pari dei paesi più democratici al mondo, tuttavia la Thailandia nella sua storia recente è stata responsabile di dei gravi abusi di diritti umani e civili".

La più giovane premiata è stata Yoon, 34 anni, promotrice del "Citizens opening the world for welfare", fondazione che promuove sviluppo sociale in Cheonan, Sud Corea. La missione di Yoon è rivolta principalmente a quelli che originariamente erano i suoi assistiti alla "Young men's christian association" cioè la gioventù vulnerabile, persone disabili, povere e con problemi mentali. Riferendosi alla sua maturazione da "giovane inesperta" a "leader della nuova generazione" ha dichiarato: "Sono felice che molti sono cambiati grazie al mio lavoro, ma chi è veramente cambiata sono io".

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