Rivolta nel carcere di massima sicurezza: sei morti e un ostaggio. L’Isis rivendica

I prigionieri del centro di detenzione Mako Brimob sono circa 130 e sono sospettati o condannati per terrorismo. Si presume che i rivoltosi siano legati ad Amman Abdurrahman, leader del gruppo terroristico Jamaah Ansharut Daulah (Jad). L’ex governatore di Jakarta Basuki “Ahok” Tjahaja Purnama, detenuto nella struttura, è al sicuro.

di Mathias Hariyadi

Jakarta (AsiaNews) – Agenti della squadra antiterrorismo Densus 88 circondano il centro di detenzione presso il quartier generale della Brigata mobile della polizia nazionale (Mako Brimob) a Kelapa Dua, reggenza di Depok (West Java). Da circa 24 ore l’edificio è teatro della rivolta di un gruppo prigionieri legati allo Stato islamico (Is), che ne rivendica le azioni su internet. Durante gli scontri hanno perso la vita cinque agenti di polizia ed un detenuto.

Al presente, le autorità stanno negoziando il rilascio di un altro agente. Almeno quattro persone sono state incaricate di dialogare con i detenuti, che si presume siano legati ad Amman Abdurrahman, leader del gruppo terroristico Jamaah Ansharut Daulah (Jad). Anch’egli si trova all’interno della struttura.

Secondo la polizia di Jakarta, la rivolta è iniziata intorno alle 19.30 di ieri sera. Uno dei detenuti ha chiesto il cibo che era stato portato da un membro della famiglia, ma il pasto era stato trattenuto da un ufficiale di polizia. Il prigioniero ha protestato con violenza e a lui si sono uniti gli altri carcerati, che hanno dato inizio ai disordini nei blocchi B e C. I rivoltosi hanno abbattuto i muri e le sbarre della prigione e fatto irruzione nella stanza degli investigatori, dove hanno aggredito gli agenti che stavano interrogando nuovi detenuti, sottraendo loro le armi.

I prigionieri del centro di detenzione Mako Brimob sono circa 130 e sono persone sospettate o condannate per terrorismo. Il carcere è una struttura di massima sicurezza. L’ex governatore di Jakarta, Basuki “Ahok” Tjahaja Purnama, che sta scontando una condanna a due anni per blasfemia, vi è detenuto per motivi di sicurezza. Sua sorella ed ex assistente personale confermano che egli è al sicuro, dal momento che Ahok si trova in un altro blocco, separato dai terroristi.

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