Siriani (ma non tutti) alle urne per eleggere il primo Parlamento del post-Assad

Le notizie di oggi: Cina e India riprenderanno entro ottobre collegamenti aerei diretti dopo cinque anni di blocco. Il presidente sud-coreano invita Pyongyang a riprendere gli incontri di famiglie separate dalla guerra. Almeno otto vittime in quattro giorni di proteste anti-governative nel Kashmir pakistano. In Vietnam salgono a 51 le vittime del tifone Bualoi, danni per oltre 500 milioni di euro.

di Dario Salvi

SIRIA
I siriani sono chiamati alle urne il 5 ottobre per eleggere il primo Parlamento dalla caduta di Bashar al-Assad e l’ascesa al potere delle milizie Hts guidate dal presidente ad interim Ahmed al-Sharaa. Un passo fondamentale, ma che alimenta timori in tema di inclusività perché diverse zone del Paese sono escluse, una parte dell’Assemblea è già scelta e si inserisce in un quadro di violenze confessionali contro drusi, alawiti e cristiani. L’elezione - che vuole archiviare 14 anni di guerra - è indiretta con collegi regionali, composti da un totale di 6mila aventi diritto, pronti a scegliere due terzi del parlamento a 210 seggi. Un comitato nominato da Sharaa ha approvato 1.570 candidati. Intanto alcune fonti riferiscono che Assad sarebbe sopravvissuto a un tentativo di avvelenamento e, nei giorni scorsi, ha lasciato l’ospedale in cui era ricoverato in condizioni “stabili”. 

CINA - INDIA
Pechino e Delhi riprenderanno i collegamenti aerei diretti questo mese, mettendo fine a una sospensione di oltre cinque anni a conferma di un cauto allentamento delle tensioni bilaterali. Dal 2020 non vi sono voli senza scalo fra i due giganti asiatici, pur essendo la Cina il principale partner commerciale dell’India. IndiGo avvierà voli non-stop giornalieri tra Calcutta e Guangzhou il 26 ottobre e ha in programma una rotta fra la metropoli cinese e la capitale indiana Delhi. Xi Jinping e Narendra Modi hanno sottolineato l’importanza di mantenere pace e stabilità lungo il confine contestato, in cui è in atto uno stallo militare da cinque anni. 

COREA
Pyongyang dovrebbe prendere in considerazione la ripresa delle riunioni delle famiglie separate durante la guerra di Corea dal 1950 al 1953, come parte delle misure di cooperazione umanitaria tra i vicini. È quanto ha affermato oggi il presidente sudcoreano Lee Jae Myung, alla vigilia della festa di Chuseok, auspicando un allentamento delle ostilità e una ripresa della collaborazione fra Paesi. 

PAKISTAN
Almeno otto persone (fra cui tre poliziotti e cinque civili) sono state uccise in quattro giorni di proteste nel Kashmir controllato dal Pakistan, con i cittadini in piazza per chiedere la fine dei privilegi di politici locali e maggiore giustizia sociale. Le violenze sono divampate il 30 settembre, quando migliaia di persone provenienti dalle città vicine si sono riunite nel capoluogo Muzafarabad, per dimostrare contro il governo. Da giorni le autorità hanno interrotto i collegamenti telefonici e l’accesso a internet, mentre aziende, scuole e trasporti sono interrotti.  

VIETNAM
Il bilancio delle vittime in Vietnam a causa del tifone Bualoi e delle inondazioni che ha innescato è salito a 51, secondo un rapporto del governo diffuso ieri. La Banca centrale ha dato mandato agli istituti del Paese perché sostengano le imprese colpite dal disastro naturale. Intanto la Protezione civile ha aumentato la stima dei danni alla proprietà a oltre 513 milioni di euro, rispetto ai 371 milioni di euro nel rapporto pubblicato il giorno precedente. 

IRAQ
Le autorità irachene hanno recuperato oltre 40mila manufatti antichi rubati e contrabbandati al di fuori del Paese negli ultimi quattro anni, arricchendo le vetrine di privati collezionisti di tutto il mondo. Secondo il Ministero della Cultura, del turismo e delle antichità alcuni manufatti sono “molto rari e inestimabili”, tra cui il quadro di Gilgamesh che risale al 3500 a.C. e il Ram sumero che risale al 4500 a.C. I reperti sono stati sottoposti a saccheggi e atti vandalici dall’invasione Usa nel 2003 e nel 2014 dopo che l’Isis ha preso il controllo di ampie fasce del nord e dell’ovest.

RUSSIA - TAIWAN
Nella prima metà del 2025 Taiwan è diventato il leader mondiale per l’acquisto di nafta dalla Russia. Il carburante viene rivenduto a vari Paesi, tra cui quelli dell’Europa occidentale che sostengono le sanzioni contro le estrazioni petrolifere di Mosca, come dimostra un’inchiesta di agenzie ecologiche tra cui Centre for Research on Energy, Clean Air, Environmental Rights Foundation e altri.

KAZAKHSTAN
Il capo dell’agenzia per l’energia atomica Almasadam Satkaliev ha comunicato la nuova strategia di sviluppo del settore dell’uranio, con la ricerca del bilancio ottimale tra gli interessi degli investitori e quelli a lungo termine dello Stato. L’obiettivo è creare una “banca di combustibile all'uranio a basso arricchimento”, preservando in parte i depositi di uranio del Paese “per le generazioni future”.

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