Tripoli, continua la caccia a Gheddafi. L’Onu chiede pace e stabilità

Un convoglio di sei vetture ha attraversato il confine fra Libia e Algeria. Forse a bordo il rais e i figli. Nella capitale è emergenza umanitaria, cominciano a scarseggiare acqua, cibo ed elettricità. In un ospedale rinvenuti 200 cadaveri in decomposizione. Ban Ki.moon lancia un appello alla comunità internazionale.

Tripoli (AsiaNews/Agenzie) – In Libia continua la caccia a Muammar Gheddafi, anche se il rais potrebbe aver abbandonato il Paese rifugiandosi nella vicina Algeria. Intanto il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon invita la comunità internazionale a “cooperare” per ripristinare l’ordine e la legalità. Mentre emergono prove sempre più evidenti di abusi e violazioni ai diritti umani a Tripoli e in tutto il Paese. Nella capitale, ormai sotto il controllo del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) – restano isolati scontri nei pressi dell’aeroporto – sono stati rinvenuti oltre 200 cadaveri in decomposizione in un ospedale del distretto di Abu Salim.

L’agenzia di Stato egiziana Mena, citando fonti vicine ai ribelli, riferisce che un convoglio di sei Mercedes blindate ha varcato la frontiera fra la Libia e l’Algeria. A bordo vi sarebbero alti ufficiali libici e forse – ma non vi sono conferme al momento – anche lo stesso colonnello Gheddafi, insieme ai figli. I ribelli hanno invece ottenuto il controllo della frontiera con la Tunisia, aprendo un varco essenziale per il passaggio di merci e rifornimenti.

Intanto si fa sempre più seria l’emergenza umanitaria a Tripoli, in una città che ormai versa in condizioni “disperate”: non ci sono acqua potabile, energia elettrica e un sistema sanitario che riesca a fronteggiare il dramma delle vittime e dei feriti. Le strutture mancano di cibo e medicine, anche il carburante comincia a scarseggiare.

Ieri in un ospedale del distretto di Abu Salim sono stati trovati oltre 200 cadaveri in decomposizione, abbandonati da medici e infermieri fuggiti nei giorni scorsi mentre cominciavano gli scontri nell’area. Le Nazioni Unite hanno avviato una indagine su denunce di omicidi sommari, torture, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Il segretario generale Onu lancia un appello ai Paesi del mondo, perché lavorino per la pace e la fine del conflitto. La crisi, avverte Ban Ki-moon, è entrata in una “fase nuova e decisiva” e va garantita una “regolare” transizione del potere dal regime di Gheddafi ai leader ribelli.

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