New York (AsiaNews) "Nella verità è la pace". Così, riprendendo le parole del messaggio del Papa per la Giornata della pace, la Santa Sede torna a ribadire questo concetto davanti alle Nazioni Unite. E lo fa per voce del suo rappresentante all'Onu, mons. Celestino Migliore, intervenuto ieri alla 61sima Assemblea generale delle Nazioni Unite sul punto 44: "La cultura della pace".
Dopo aver confermato al fiducia del Vaticano nell'istituzione internazionale, "forum privilegiato dove le nazioni possono lavorare insieme per la promozione della pace", mons. Migliore ricorda che "leggendo i segni del nostro tempo in cui terrorismo, nichilismo e fanatismo fondamentalista minacciano la coesistenza pacifica, il Papa ha sottolineato l'inseparabile legame tra pace e verità".
L'Osservatore permanente della Santa Sede spiega che la pace implica una verità che è comune a tutti i popoli al di là delle diversità culturali, filosofiche e religiose. "È l'idea della dignità di ogni essere umano legata al trascendente. Quando lo comprenderemo e lo metteremo in pratica come la realizzazione di questa verità condivisa, nel rispetto reciproco delle diversità culturali allora raggiungeremo la pace".
Secondo la Santa Sede, il problema parte a livello culturale: persino oggi esistono ancora idee e mentalità che "negano l'esistenza della verità basilare della pace". L'esempio più evidente, continua Migliore, è il terrorismo internazionale. "Il disegno criminale del terrorismo internazionale poggia su false radici culturali, che negano l'esistenza di un legame tra la verità e la vita umana". E specifica: "Queste radici sono identificabili nel nichilismo e nel fanatismo fondamentalista, che sono modalità errate di rapportarsi alla verità".
Mons. Migliore definisce in modo chiaro le cause dell'"assenza di pace nel nostro mondo, che non si possono "ridurre a questioni esclusivamente sociali o politiche". "Terrorismo, guerra, genocidi possono spiegarsi anche con motivazioni più profonde di natura culturale, ideologica, filosofica e persino religiosa. Comportamenti sociali e scelte politiche vengono di conseguenza".
Per questo il rappresentante vaticano conclude invitando la comunità internazionale a ristabilire prima "la corretta relazione tra verità e pace a livello culturale" per poter poi "realizzare la pace a a livello politico e sociale".










