Le relazioni ambigue tra Tokaev e Putin

A Berlino il presidente del Kazakistan è tornato ad elogiare il leader del Cremlino definendolo uno "statista eccezionale". Parole che probabilmente servono a coprire con Mosca l'attivismo in corso nella promozione delle relazioni con l'Unione europea e gli Stati Uniti oltre che con la Cina.

di Vladimir Rozanskij

Astana (AsiaNews) - Durante una recente visita in Germania, il presidente kazako Kasym-Žomart Tokaev ha pronunciato un paio di frasi che hanno lasciato alcuni perplessi e altri addirittura indignati, in particolare per l’elogio sperticato a Vladimir Putin. In una conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, rispondendo alla domanda di un giornalista dell'Ard sulla sua proposta di “congelare il conflitto in Ucraina”, precedentemente espressa alla presenza del presidente russo a Omsk, Tokaev ha espresso la sua “gratitudine” a Putin per aver risposto “con grande comprensione” alla sua posizione sull'Ucraina, sottolineando il suo “ottimo rapporto” con il leader russo e definendo Putin “uno statista eccezionale”.

Inoltre, secondo Tokaev, Putin è la figura politica più accettabile, “per quanto strano possa sembrare a un pubblico tedesco”, per l'Asia centrale, Kazakistan incluso. Tokaev ha aggiunto di conoscere bene Putin, e di credere che possieda le qualità necessarie per guidare un grande Stato con una storia complessa e una comprensione unica delle sfide strategiche che deve affrontare. Allo stesso tempo, il presidente kazako ha ricordato che il suo Paese, fin dall'inizio, ha dichiarato il proprio impegno nei confronti della Carta delle Nazioni Unite, insistendo sul principio di integrità territoriale, che naturalmente si applica anche all'Ucraina. Tokaev ha sottolineato il rispetto del Kazakistan per il popolo ucraino, la sua storia, cultura, tradizioni e lingua.

Ha ribadito di non aver mai affermato che la guerra potesse essere fermata immediatamente: nelle circostanze attuali, lo considera irrealistico. La sua proposta, secondo Tokaev, è di congelare le operazioni militari sul territorio ucraino, dopodiché le parti potrebbero passare alla diplomazia e ai negoziati. Infine, Tokaev ha definito sia la Russia che l'Ucraina “buoni amici” del Kazakistan.

Alcuni critici hanno accusato il presidente kazako di voler “stare seduto su due sedie”; altri hanno sottolineato che, a prescindere da quanto conciliante sia la retorica di Tokaev nei confronti del Cremlino, il Kazakistan sotto la sua guida sta attivamente sviluppando relazioni indipendenti con la Germania e l'Unione Europea, che a sua volta fornisce un ampio sostegno all'Ucraina. Alcuni commentatori hanno espresso delusione nei confronti di Tokaev, ritenendo che le sue dichiarazioni a Berlino abbiano indebolito l'impatto politico del suo precedente appello pubblico per una tregua nel conflitto, lanciato alla presenza di Putin.

Secondo il giornalista e politologo Merkhat Šaripžanov, Tokaev, come il suo predecessore Nursultan Nazarbaev, continua la cosiddetta “politica estera multidimensionale”. La sua essenza risiede nella cooperazione e nello sviluppo di partenariati con diversi centri di potere contemporaneamente: l'Unione Europea e gli Stati Uniti, la Cina, la Russia, il Giappone, la Corea del Sud, i ricchi stati del Golfo Persico e la Turchia, che promuove attivamente la cooperazione nell'ambito dell'Organizzazione degli Stati Turanici. L'obiettivo principale di questa politica è impedire che il Kazakistan diventi eccessivamente dipendente da un singolo centro di influenza esterno: la Russia rimane uno di questi centri, anche in ambito di sicurezza.

In questo contesto, l'elogio di Putin potrebbe essere stato rivolto non tanto al pubblico tedesco, quanto al Cremlino e al pubblico patriottico russo. Il messaggio potrebbe essere formulato più o meno così: il Kazakistan sta costruendo autonomamente relazioni con l'Occidente e altri partner e intende continuare a farlo, il che non significa voler voltare completamente le spalle a Mosca. In altre parole, per il Kazakistan potrebbe non trattarsi tanto di una contraddizione, quanto di un classico gioco di equilibri.

Quando Tokaev ha formulato la sua posizione a Omsk, chiedendo il congelamento del conflitto in Ucraina, egli aggiunse anche cautamente che “anche noi non abbiamo le idee chiare sulla natura di questo conflitto”. Il presidente kazako ha sottolineato di aver ricevuto numerosi segnali dai leader di altri Paesi, dando così l'impressione di parlare a nome di più Paesi, come la Cina, l'Ue, gli Stati Uniti o diversi attori internazionali contemporaneamente. In base a questa interpretazione, Tokaev potrebbe aver agito come canale di comunicazione informale tra una o più parti interessate e il Cremlino; oltre a difendere gli interessi del Kazakistan, il presidente, diplomatico di lunga carriera, cerca anche di proporsi come un grande mediatore internazionale.

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