La grande centrale idroelettrica di Rogun e i suoi abitanti dimenticati

In Tagikistan otre 50mila persone devono essere reinsediate per la creazione del più grande bacino idrico dell'Asia Centrale. Dovrebbe entrare in funzione tra un anno, ma gli abitanti dei villaggi che saranno sommersi non sanno ancora né l'importo del risarcimento, né la data di pagamento.

di Vladimir Rozanskij

Dušanbe (AsiaNews) - In Tagikistan, oltre 25mila persone che vivono nella zona a rischio alluvione del bacino idroelettrico di Rogun sono ancora in attesa di essere reinsediate. Dal 2008, anno in cui il governo ha ripreso la costruzione della centrale idroelettrica, agli abitanti degli insediamenti situati nella futura area del bacino è stato vietato di costruire nuovi edifici. La questione del risarcimento agli sfollati rimane irrisolta.

La famiglia del contadino 75enne Mukim Khasanov, come migliaia di altre, vive in una situazione di incertezza. Abita nel villaggio di Khakimi nella provincia di Nurobod, non lontano dalla centrale idroelettrica di Rogun. Nei prossimi anni dovranno abbandonare la loro casa, che ha ospitato diverse generazioni della famiglia, poiché con il riempimento del bacino si prevede che il villaggio verrà sommerso. “Quando il bacino idrico inizierà a riempirsi, l'acqua del fiume che scorre attraverso la gola di Khakimi si alzerà e raggiungerà la periferia del villaggio. Il terreno qui è sabbioso, e forse tra una settimana tutto comincerà a crollare”, afferma Mukim. Le autorità hanno assegnato alla famiglia un appezzamento di terreno in un’altra provincia, ma mancano i fondi per costruire una nuova casa.

“Non abbiamo ancora ricevuto alcun risarcimento, ed è impossibile iniziare i lavori di costruzione con una pensione. Quando la casa e la proprietà furono valutate, i prezzi erano completamente diversi, compresi quelli dei materiali da costruzione, ora tutto costa moltissimo; ad esempio, allora una tavola di legno costava 50 somoni (circa 4,80 dollari), mentre ora ne costa 150”, racconta il contadino.

La valutazione della proprietà è stata effettuata molti anni fa, ma le autorità non hanno ancora comunicato l'importo del risarcimento, né la data di pagamento. Khasanov si è recato di recente a Dušanbe presso la direzione per la zona di inondazione della centrale per ottenere risposte a queste domande, ma non è stato ricevuto, adducendo come motivazione gli impegni del direttore. Il contadino sottolinea di comprendere l'importanza della centrale idroelettrica di Rogun per il Paese, ma non sa come la sua famiglia potrà vivere nelle attuali condizioni: “non possiamo lavorare né qui né lì, qualsiasi costruzione è vietata… appena si inizia a costruire anche solo una doccia, dicono subito: questa è una zona alluvionale, le costruzioni sono vietate, e non ci sono soldi per iniziare a costruire nella nuova località”.

Nel 2012 un nuovo insediamento, Rogunion, è sorto alla periferia di Dušanbe; il suo nome ricorda i luoghi d'origine dei suoi abitanti. Diverse decine di famiglie del villaggio di Khorsada sono state trasferite qui. Secondo un residente locale, Muzaffar Mardonov, le autorità avevano promesso agli sfollati ampi appezzamenti di terreno: “Avevano promesso 20-30 acri per coltivare patate, ma non l'hanno fatto, di dare un terreno ai nostri figli, ma non l'hanno fatto. A me hanno dato una casa, altre 75 persone sono in attesa di un appezzamento, e hanno una situazione molto difficile. C'è un ospedale e una scuola, anche se piccoli”.

Secondo gli abitanti reinsediati, nel villaggio e nelle aree circostanti non c'è praticamente terra coltivabile, e molti residenti sono stati costretti a emigrare in Russia in cerca di lavoro. Alcuni hanno ricevuto appezzamenti di terreno vicino a una grande discarica di Mosca. Secondo i dati ufficiali, oltre 50mila persone devono essere reinsediate per la creazione del bacino idrico di Rogun. Il ministero del lavoro riferisce che le persone sfollate stanno ricevendo un prestito agevolato di circa 540 dollari, oltre a un aiuto finanziario una tantum di 10-20 dollari a persona.

Quando la costruzione della centrale è ripresa nel 2008, il costo del progetto era stimato in 3 miliardi di dollari, mentre oggi supera i 6 miliardi. La centrale idroelettrica di Rogun è il più grande progetto idroelettrico dell'Asia centrale, la sua costruzione è iniziata durante l'era sovietica; l'impianto dovrebbe essere dotato di sei unità idroelettriche, ciascuna con una capacità di 600 megawatt. Due unità sono già state messe in funzione, e la terza dovrebbe entrare in funzione a settembre 2027.

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