Nikolaj Zjuzev, il filosofo dei Komi nei lager  

Rinomato studioso di Sorokin, cittadino canadese, nell'estate del 2025 ha fatto ritorno al suo villaggio natale ed è stato arrestato. Ora lo hanno condannato a sete anni di carcere per collaborazione con potenze straniere e promozione di movimenti nazionali tra le popolazioni ugro-finniche. Denunciava: "Sotto Putin rischiamo di scomparire".

di Vladimir Rozanskij

Mosca (AsiaNews) - La Corte Suprema della repubblica di Komi, nella Russia settentrionale, ha condannato il filosofo Nikolai Zjuzev a sette anni di reclusione in un lager di massima sicurezza per alto tradimento. Zjuzev, cittadino russo e canadese, è un rinomato studioso dell'eredità del sociologo russo-americano Pitirim Sorokin; dopo l'inizio della guerra lasciò la Russia, ma nell'estate del 2025 fece ritorno al suo villaggio natale nei Komi, dove venne arrestato.

Secondo l'Fsb, il filosofo addestrava leader di movimenti di liberazione nazionale per le popolazioni indigene della Russia, e riceveva finanziamenti per il suo progetto da organizzazioni straniere. Nell'estate del 2025, il professore si recò dall'Europa al suo villaggio natale di Podelsk, nei Komi, per far visita ai parenti, e poi scomparve. Per circa un mese, non si ebbero sue notizie, i parenti si rifiutavano di comunicare e i conoscenti non sapevano nulla della sua sorte. Alcuni dicevano che probabilmente era tornato al suo villaggio a pescare, ma un amico ha trovato informazioni sul sito web del tribunale dei Komi, riguardo a una proroga della sua detenzione preventiva; a quanto pare lo avevano arrestato verso metà estate. A settembre 2025 sul sito web della Corte Suprema dei Komi sono apparse informazioni sull'apertura di un procedimento penale contro lo studioso ai sensi dell'articolo del Codice penale russo sulla “Cooperazione riservata con uno Stato estero, un'organizzazione internazionale o straniera”.

Zjuzev ha trascorso più di un anno nel centro di detenzione preventiva, soffrendo di depressione a causa della solitudine e dell'incertezza. Il 10 giugno 2026 ha festeggiato il settantesimo compleanno nella sua cella di detenzione preventiva. I suoi amici ancora non capiscono perché lo scienziato abbia deciso di tornare in Russia; un ex-collega, il giornalista Nikolaj Vokuev, suggerisce che “forse pensava che nessuno fosse particolarmente interessato a lui, e che avrebbe potuto trascorrere l'estate nel suo villaggio”.

Nikolai Zjuzev è dottore in filosofia, e prima dell'invasione russa dell'Ucraina insegnava presso l'Istituto pedagogico statale dei Komi, l'università statale di Siktivkar e l'università tecnica statale di Ukhta, dove ha diretto il dipartimento di filosofia. Una parte significativa del lavoro accademico di Zjuzev è dedicata all'eredità del popolo Komi. Nel 2008 Zjuzev si era trasferito in Canada, dove ha insegnato in un college dell'università di Toronto, e nel 2015 aveva ottenuto la cittadinanza canadese. Dopo l'invasione dell'Ucraina aveva lasciato la Russia, ma continuando a visitare periodicamente il suo villaggio natale di Podelsk; secondo i suoi conoscenti sentiva la mancanza di casa, e dell'opportunità di insegnare nella sua lingua madre, quella del popolo Komi.

Il 16 settembre la Corte Suprema dei Komi lo ha condannato con l’accusa di “aver addestrato leader di movimenti per la liberazione dei popoli indigeni della Federazione Russa, e sviluppato un progetto diretto contro la sovranità russa", ricevendo finanziamenti da fondazioni e organizzazioni straniere considerate indesiderate in Russia. Secondo l'Fsb l'imputato si è dichiarato colpevole: in un video Zjuzev afferma di aver inizialmente pianificato la creazione di un sito web educativo per l'insegnamento delle discipline umanistiche. Gli sponsor europei, però, non sarebbero stati interessati al progetto, ma a “diffondere false informazioni su ciò che sta accadendo in Russia, incitare all'odio etnico, criticare le politiche del governo russo e destabilizzare la Russia nel suo complesso attraverso lo sviluppo di movimenti nazionali”. Secondo l'Fsb, Zjuzev avrebbe ricevuto un totale di 2 milioni di euro da 12 organizzazioni straniere, tedesche, ceche, svedesi, francesi e britanniche.

Zjuzev aveva espresso pubblicamente le sue opinioni sulla situazione del popolo Komi, e sul rapporto tra le regioni russe e il governo centrale. Nel gennaio 2023, la rivista politica canadese Maclean's aveva pubblicato un articolo in cui egli spiegava le ragioni della sua partenza dalla Russia, criticava le politiche di Vladimir Putin e ricordava: “Io provengo dal popolo Komi, un popolo ugro-finnico la cui repubblica, con una popolazione di quasi un milione di abitanti, si trova a mille chilometri a nord-est di Mosca. Ha una lingua e una cultura proprie e distintive, una storia che risale ad almeno duemila anni fa. Tuttavia, sotto Putin, corriamo il rischio che la nostra cultura e la nostra lingua scompaiano, come tante altre nella Russia di Putin”.

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente
Destinazione Seoul

Vedi anche

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
  • P.I.M.E. Centro Missionario
  • Agenzia Fides
  • P.I.M.E. Brasil
  • Radio Mondo
  • Mondo e Missione
  • P.I.M.E. U.S.A.
  • TV 2000