Esule cubano: Con la Gmg, papa Francesco risveglia la speranza dei giovani nel mondo

L'umiltà del papa argentino, i suoi gesti semplici, stanno attirando verso la fede molti giovani atei. Da Rio vi saranno immagini di volti sorridenti, abbracci e la rivelazione di un Dio umile da parte di un papa umile. L'autore è un giovane medico cubano, sposato con figli, ora esule a Miami.

di Flavio Labrador

Miami (AsiaNews) - Che il primo viaggio fuori d'Italia di papa Francesco sia la Giornata Mondiale della Gioventù in Brasile, è un segno che dà significato e valore a tutti i sogni e le speranze dei giovani in America Latina e nel mondo.

L'inizio del viaggio, riportata da diverse reti televisive statunitensi - cosa che non avviene spesso - mi riporta alla mente molti ricordi e molte riflessioni. Il primo di questi, inevitabilmente, è il viaggio di papa Giovanni Paolo II a Cuba nel 1998. Anche quel viaggio ha portato tanta speranza a Cuba. In secondo luogo, è commovente vedere la grande semplicità di quest'uomo: salire sull'aereo con il suo bagaglio personale, fermarsi a parlare con gli assistenti di volo, come un qualunque passeggero! Quest'uomo parlerà di amore a milioni di giovani!

Credo che questo viaggio, e questo papa, cambierà molte cose fra i giovani del mondo. Hanno bisogno di vedere un papa vicino, vicino alle loro esigenze,  ai loro problemi, che capisca i loro sogni, e, soprattutto, che li accompagni nella vita. Solo così, e in nessun altro modo, i giovani potranno cercare e incontrare la Chiesa, e quindi trovare Gesù. E per coloro che non conoscono Cristo, questo papa umile, sarà una voce credibile che traccia il cammino da seguire. Un riferimento per una nuova visione nuova della vita e del mondo di oggi.

I giovani, almeno nel Paese in cui vivo, sono lontani da Gesù, e molto lontani dalla Chiesa. Abbastanza lontani. Ma il papa, fin dall'inizio del suo pontificato, con i suoi gesti di umiltà, ha richiamato l'attenzione dei giovani, compresi gli atei e coloro che sono lontani dalla Chiesa.

Ho sperimentato questo in prima persona. Alcune persone con cui lavoro sono atei, e li ho visti meravigliarsi per gli umili gesti di papa Francesco, raccontarmeli e persino di commentare su cose che non avrebbero mai trattato se non avessero visto tali segni di umiltà e di amore per tutti, senza distinzione.
Il viaggio del Papa in Brasile per stare con i giovani del mondo e l'incontro di tutti attorno a lui  è una parola molto chiara , è un grido al mondo perché creda, segua Gesù e ami Gesù. E che lo seguino amando anche la sua Chiesa. È un canto di speranza e di limpido rinnovamento, molto necessari nel mondo di oggi.

Il mondo e tutta l'America hanno bisogno di questo, hanno bisogno, e almeno io ne ho estremo bisogno, di vedere milioni di giovani riuniti per celebrare la vita e l'amore di Dio per l'uomo di oggi. Così, in questi giorni, le immagini di dolore e di guerre, non saranno le uniche a raggiungerci.

Ci raggiungeranno molte altre immagini: volti sorridenti, abbracci, milioni di giovani pieni di vita intorno a un uomo umile che ci parla di un Dio umile, che vuole soltanto che ci amiamo gli uni gli altri. Sapere che in questo sta la forza e la dignità umana, di sicuro ci aiuterà a vivere meglio, ripieni di speranza.

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